Problemi della transizione 1982

Psicofarmaci usi e abusi

Sono questi alcuni dei principali problemi posti dagli psi cofarmaci, connessi al loro uso ed abuso, alla loro azione te rapeutica — anche se spesso ancora aspecifica e non priva di tossicità — come alla loro massiccia diffusione, un fenomeno che è al tempo stesso indice di un disagio sociale e testimo nianza di una tendenza a medicalizzare e reprimere questi di sagi. Nel ventennio che ha fatto seguito la loro introduzione in clinica nuovi psicofarmaci sono stati sintetizzati e ben pre sto saranno immessi sul mercato: le nuove molecole del futuro si accompagneranno a problemi nuovi, probabilmente più sfaccettati di quanto non siano quelli attuali. In particolare ritengo che vi siano due settori di ricerca da seguire con attenzione: 1) la sintesi di nuove molecole che possono entrare a far parte del metabolismo cerebrale ma modificarne le funzioni. In questo settore vengono già oggi studiati dei derivati degli acidi grassi (che normalmente fanno parte della cellula nervo sa) che possono alterare lo sviluppo cerebrale e modificare la emotività e le funzioni psichiche. Un potenziale pericolo è in sito nel fatto che alcuni di questi acidi grassi non sono molto dissimili da quelli presenti nei grassi contenuti nelle diete nor mali e che si potrebbe arrivare, coscientemente o per errore, a proporre nuove diete, specialmente rivolte all ’ infanzia, che possano modificare profondamente le funzioni cerebrali, pur senza esser classificate come psicofarmaci in senso tradizionale; 2) sintesi di nuove molecole — simili alla morfina — sprovviste o anche provviste di effetti contro il dolore, che in ducano sensazioni piacevoli ma che non inducano dipendenza o effetti tossici: indubbiamente queste sostanze ci porrebbero di fronte ad un nuovo problema, quello del ruolo e della licei tà di esperienze piacevoli in assenza di effetti dannosi sul fisi co. Gli psicofarmaci, in sostanza, comportano, come altre tec nologie o scoperte umane, la necessità di rivedere i nostri schemi, di adottarne di nuovi e soprattutto di compiere scelte e prendere decisioni che non possono essere affidate all ’ indu stria o agli operatori tecnici in quanto investono profonda mente la nostra struttura sociale.

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