Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
zione del ruolo della base materiale, empirica, delle «situazio ni fisiche». Anzi, queste vengono ad assumere una funzione di controllo sempre più riferita alle «sintesi teoriche reali» com plessivamente considerate! A noi pare decisamente fuorviante l ’ idea che la scienza at tuale (empirica) stia inaugurando una molteplicità, una proli ferazione di metodi. Il metodo, nell ’ assunzione più generale e significativa del termine, allude all ’ interazione con la realtà di cui s ’ è detto, al processo di definizione, «costruttivo» ed «operativo», del suo oggetto di indagine, ma non si identifica semplicemente con la prorompente varietà di «procedure», «tecniche», «tecnolo gie» che testimoniano semmai della sua fecondità inesauribile anche nell ’ indagine più sofisticata della scienza attuale. Peraltro, in una fase dello sviluppo scientifico che vede af fermarsi in modo preminente l ’ apparato imponente delle tec nologie applicative, la totalità degli apporti scientifico-tecno logici, conviene rivalutare il significato costruttivo-conoscitivo del metodo galileiano e non farlo scadere a livello delle tecno logie in un senso meramente pragmatico. In definitiva, riteniamo sia da riaffermare non soltanto la circolarità dialettica che si realizzava nella determinazione sperimentale delle leggi fisiche (piano inclinato!), ma anche quella che si sviluppa a livello delle teorie, non appena il «concreto» venga assunto in relazione al contenuto «empiri co-interpretativo» validato dalle «sintesi teoriche reali» e non semplicemente al «dato» empirico immediato caratteristico dell ’ esperimento classico. E abbastanza evidente allora che la sopravvivenza delle «sintesi teoriche reali» viene sempre più a dipendere dalla conflittualità dinamica dei loro apporti «interpretativi» ed «esplicativi», conflittualità che determina sia l ’ autoaggiusta- mento della teoria, sia il suo eventuale superamento in una «sintesi» superiore. Se così non fosse, tanto varrebbe assumere il ruolo delle teorie nel senso proposto dal Duhem nella sua opera ormai classica La théorie physique, dove, insieme ad ogni residuo metafisico, egli nega alle teorie un contenuto esplicativo, ogni possibile «riferimento» ad una realtà obiettiva. Per Duhem in fatti le teorie sono dei semplici «schemi ausiliari», da contene re nei limiti di un rigore meramente «descrittivo», e quindi di significato pressoché nullo per chi voglia salvare un ’ ipotesi «realista» per la dialettica delle teorie. Ma l ’ epistemologia contemporanea soffre di ben altri tra vagli, collegata com ’ è inevitabilmente al contesto drammatico delle conflittualità e dei problemi delle società contempora nee, ai loro «condizionamenti» su significato e valore della teoria e della pratica scientifica. Per quanto può servire al no stro scopo, conviene, su questo punto, riferirsi ai termini posi tivi e accettabili del problema posto da Horkheimer. E ciò per intravvedere la portata e l ’ incidenza sul nostro discorso di cer ti orientamenti radicalmente ideologizzati che si rifanno pur sempre alla scuola di Francoforte. Egli proponeva intanto di
Scienza e società
182
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease