Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
oggettiva» della conoscenza teoretica può salvarsi solo in quanto siffatta conoscenza si riferisce al suo oggetto conosciti vo ormai emancipata, libera, «da ogni considerazione sociale e da ogni motivazione esistenziale». In tal modo, «legame so ciale» e «validità oggettiva» della conoscenza non entrano in contraddizione; anzi, restano indissolubilmente «connessi» e inspiegabili se l ’ analisi non risale alla «genesi formale» di tale connessione. Così, ad esempio, la logica formale «si presenta in forma a-temporale con illimitata validità universale», ma se un tale fenomeno viene invece «compreso in base alla sua genesi for male, allora», dice sempre Sohn Rethel, «esso diventa ricono scibile come fenomeno naturale socialmente mediato in una forma totalmente straniata» 11 . In conclusione, l ’ autonomizzazione del lavoro intellettuale avrebbe portato all ’ autonomizzazione delle «categorie scienti fiche» e queste, per essere comprese, vanno quindi ricondotte alla «sintesi sociale» che rese possibile la loro «genesi forma le», all ’ evento storico delle forme astratte assunte dallo «scambio», dalla «merce», dal «danaro». Anzi, l ’ analisi di tali forme è l ’ unica che può fondare l ’ analisi delle forme assunte dal pensiero. Valgano questi riferimenti sommari per intravvedere fino a qual punto possa spingersi l ’ «intelletto ideologizzato» nel se gno di una male intesa coerenza, nel dare per dimostrabili del le ardite congetture su un ’ ipotesi di «genesi formale», sulla base di una forzatura epistemologica ultra-marxiana! Più precisamente ancora, Sohn Rethel ritiene di integrare una lacuna nel pensiero epistemologico di Marx e di concilia re una critica delle epistemologie atemporali con un ’ operazio ne assai ambiziosa che prevede: — una distinzione netta fra le «astrazioni reali» dell ’ eco nomia e le «astrazioni pensiero» delle scienze naturali; — la validità «oggettiva», in senso classico, della cono scenza teoretica in quanto totalmente emancipata, liberata, da ogni condizionamento sociale ed esistenziale; — la possibilità di ricondurre il superamento delle dicoto mie della filosofia, della sua «falsa coscienza», all ’ evento con ciliatore di una «sintesi sociale» mistificata, che prevede la fi ne della separazione fra lavoro intellettuale e manuale, e quin di fondata sulla produzione e sul lavoro anziché sulla circola zione e sullo scambio 11 2 . L ’ accettazione acritica di tali assunzioni porta a serie con seguenze che qui non possiamo neanche sfiorare. Basterebbe peraltro fermarsi sul modo d ’ intendere l ’ «oggettività» delle co noscenze per non essere d ’ accordo! Da un lato si ipotizza una conoscenza scientifica oggettiva solo in quanto prodotta dal l ’ intelletto «separato» (galileiano), dall ’ altro si finisce per non riconoscere che tale oggettività è permanentemente e intrinse camente condizionata dalla relatività storica delle «categorie»,
11 Ibidem, pp. 80-81. 12 Ibidem, pp. 40-41.
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