Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tentativi di vario genere di trasformare le strategie «euristi che» in assunzioni rigorose e normative di carattere metodolo gico., L ’ analisi dialettica è uno strumento prezioso che concorre, sia a produrre, sia a evidenziare l ’ «originalità» stessa della co struzione scientifica. In particolare essa fa emergere il ruolo del la «negazione», della stessa «falsificazione», nello sviluppo del le teorie, nella costruzione delle sintesi teoriche «reali», per le quali reinterpreta il simbolo del «concreto-astratto-concreto». Nella prospettiva interdisciplinare essenziale in cui ci sia mo posti, viene quindi naturale chiedersi che cosa ci possa es sere, quantomeno sul piano analogico, in ambito linguistico. A tale proposito, faremo riferimento a Chomsky, alle sue posizioni in quanto antibehavioriste, contro Bloomfield, con tro la linguistica carnapiana. E ciò ben sapendo del suo dichia rato neo-cartesianesimo, del suo ricorso all ’ «innatismo» 19 . Chomsky, in un saggio del 1955 20 , dà inizio ad una pole mica di estremo interesse per chiarire il senso delle sue irridu cibili riserve sulle possibilità di integrazione delle teorie logi che riferite alla sintassi e alla semantica, nel corpo delle teorie linguistiche. Chomsky ritiene che la logica possa offrire armi per la co struzione rigorosa delle teorie linguistiche; ma mai le lingue artificiali studiate da Carnap potranno, a suo dire, essere as sunte come idealizzazioni delle lingue naturali e, tantomeno, potranno offrirci il modo di misurare le loro «devianze» dal comportamento delle lingue naturali. In sostanza, nella impostazione di Carnap, non vi è nulla che ci consenta di individuare quale lingua artificiale costitui sca «un modello corretto per la lingua in esame». E ciò, anche se Carnap, secondo Chomsky, è il solo fra i logici che abbia tentato una teoria del «significato», essendo i contributi di Tarski e di Quine più accettabili nel quadro della teoria del «riferimento». Come si vede, l ’ analogia fra il linguista e il fisico non tor na se si rimane nella visione carnapiana così separata dalla «situazione reale», se non si riesce a dar conto delle «devian ze» che separano le lingue idealizzate o artificiali dalle lingue naturali. Ma, proprio per questo, la grammatica di Chomsky pro pone dei «sistemi formali», dei «modelli», che sono in grado di «caratterizzare» o «costituire» la sintassi di una «teoria in terpretativa» della «lingua naturale» che, a sua volta, offre al «sistema» stesso, alla «grammatica», una possibile «realizza zione» o «interpretazione». Ed è qui che si intravvede una circolarità dialettica anche
Un ’ analogia nella linguistica
19 Si vedano in proposito le osserva zioni di L. R osiello nella sua Lingui stica illuministica, Il Mulino, Bolo gna 1967. Si vedano anche le critiche di S. T impanaro nella sua opera: Il materialismo, Nistri-Lischi, Pisa 1970.
20 N. C homsky , Sintassi logica e se mantica: la loro pertinenza linguisti ca, saggio riprodotto in Linguaggio e sistemi formali, a cura di A. D e P al ma , Einaudi, Torino.
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