Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Come si è già in parte detto, Variatisi dialettica realistica assume immediatamente un ruolo demistificatorio nei con fronti delle sovrastrutture ideologiche; e ciò per cogliere l'ori ginalità stessa dei processi scientifici, le modalità di costruzio ne e sviluppo delle sintesi teoriche reali, del loro superamento, sulla base di un'ipotesi realistica (materialistica) di possibile definizione operativa, costruttiva dell'oggetto conoscitivo reale, delle sezioni o livelli in cui si colloca la sua conoscenza oggettiva, sempre relativa ed aperta. Peraltro, il suo ruolo è particolar mente incidente nella identificazione dei riferimenti primari (sistemi, struttura, paradigmi,...) rispetto ai quali e verso i quali si articola e si sviluppa il tessuto della «razionalità scien tifica». Ed è così che matura una visione capace di valorizzare unitamente le fasi costruttive e di sistemazione della scienza quali processi ineliminabili che realizzano la dialettica scienti fica in atto, nonché l ’ analisi integrata e critica di un tale pro cesso. È dunque piuttosto ozioso assumere una gerarchia di prio rità fra «costruzione» e «sistemazione», fra «euristica» e «me todo»: Archimede ed Euclide sono perennemente necessari al la scienza! Così, su altro piano, non v ’ è dialettica della ricerca senza un innesco di «tensione» fra «intuizione» e «rigore», fra «procedure costruttive» e «sistemazioni formali», fra «pensie ro in atto» e «pensiero riflesso», fra «referente empirico» e «modello matematico», fra «situazioni fisiche» e «procedure osservativo-operative di misura», fra «lingue naturali» e loro «modelli generativi», e così via. E dunque, soltanto in riferimento allo sviluppo logico-de duttivo di un sistema assiomatico o logico-formale ha senso parlare di «coerenza», «consistenza», «contraddizione», «re- futazione», «indecidibilità». Ecco che solo così è possibile in nescare le opzioni per il ruolo dinamico di una possibile «nega- gazione». La scoperta delle «geometrie non euclidee» e degli insiemi «non cantoriani», avvenuta quest ’ ultima attraverso i teoremi di Godei e quindi di Cohen sulla «indecidibilità dell ’ ipotesi del continuo», potrebbero offrirsi come campo
2. Si è verificato un rovesciamento dei ruoli deH ’ esperimento e del pen siero teorico nel processo diretto a nuovi risultati. La teoria non è più una semplice trasformazione di dati sperimentali, bensì una sintesi, nella quale acquista un significato sempre maggiore il pensiero teorico, che compare come potente fattore diretto a promuovere idee fondamentali le quali danno origine a nuove teorie. 3. La matematizzazione e la forma lizzazione della conoscenza aspira sempre più a un rigore logico, e uno degli elementi fondamentali di tale ri gore è la formalizzazione. 4. L ’ accumulare e l ’ inserire nel tessu to della scienza concetti e termini che... sono diretti non verso l ’ ogget to studiato ma verso la conoscenza intorno ad esso; la creazione cioè di metateorie e metascienze. 5. La tendenza alla creazione di teo
rie fondamentali, capaci di sintetizza re la conoscenza che ci viene dai di versi campi della scienza. 6. Il crollo del criterio del “ buon sen so ”, il quale poggia sull ’ esperienza li mitata della conoscenza precedente. Si penetra sempre più nel campo di asserzioni e costruzioni paradossali e “ sottili ” che entrano in urto non sol tanto con il “ buon senso ” ma anche, così almeno sembrerebbe, con la real tà in generale intesa in modo ragione vole. 7. Le tendenze alla scomposizione dell ’ oggetto studiato in strutture e re lazioni più semplici, scomposizione connessa con l ’ analisi del sistema. 8. Infine, l ’ incremento del ruolo del la categoria di probabilità nella com prensione del mondo obiettivo e nella costruzione delle teorie scientifiche». (Traduzione di S. Tagliagambe).
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