Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Scienza, cultura e politica in alcune recenti pubblicazioni

i problemi tecnici. Ambedue pensano general mente che non ne valga la pena («non voglio no») e quindi la statistica dei volonterosi è povera: ma meriterebbe uno studio, perché si capirebbe con conveniente anticipo la supe riorità dell ’ Homo triplo-sapiens. Compensare lo squilibrio è dunque «conveniente», dal punto di vista dell ’ evoluzionismo a spinta — Darwin mi perdoni — e bisogna passare in rassegna i mezzi di cui disponiamo per farlo. Ebbene, tra questi mezzi primeggia ancora il primitivo e pluricentenario libro, un po ’ per ché ci abbiamo fatto l ’ abitudine e ci impres siona molto meno del videotape, un po ’ per ché ha ancora un suo stile — resta intellettua le a dispetto delle tirature. Il libro che parla dello sviluppo tecnologico a uomini «che ne hanno voglia» è, allora, strumento di evolu zione: purché, però, sappia parlare. Tenga conto, cioè, che quella voglia è attaccata per un filo e può sfuggire per sempre come un palloncino liberato. Se dovessi citare qualche esempio di libri recenti che, pur occupandosi di problemi tec nici, tentano il dialogo con il politico senza ri nunciare alla dignità del proprio specifico (il che non è accaduto, purtroppo, lungo le scor ciatoie culturali del ’ 68), elencherei questi: La scienza e il dominio dell ’ occidente di Kurt Mendelssohn (Editori Riuniti, 1981); L ’ in venzione tecnologica di Roberto Fieschi (il Saggiatore, 1981); e poi tre Libri di base degli Editori Riuniti: Dalla pietra al laser, ancora di Fieschi, Calamità naturali di Paolo Miglio rini e La rivoluzione elettronica di Andrea Frova. Del libro di Mendelssohn ho già avuto oc casione di parlare; ho anche mostrato il mio entusiasmo nella prefazione ed ora non vorrei esagerare. Ma vorrei sottolineare l ’ importan za del punto di vista di quell ’ autore per i «problemi della transizione»: in parole pove re, secondo Mendelssohn il mondo occidenta le è cambiato sotto i piedi dei politici-gover nanti a causa dell ’ incessante sviluppo tecnolo gico. La saldatura tra tecnici e politici è avve nuta lungo il problema energetico, matrice delle attività di ricerca e di dominici. E così, siamo dove siamo: ma la nostra mentalità do vrà affrontare tra non molto la confinante e diversissima mentalità orientale. Desideriamo ancora vincere, come è, purtroppo, probabi le? L ’ invenzione tecnologica di Fieschi è vera mente un bellissimo libro. La mia preoccupa zione è che, provinciali come siamo in Italia,

di Carlo Bernardini Quelli che sanno come si classificano ed analizzano i pensieri sono certamente in gra do di spiegare come e perché lo stesso uomo che maneggia sapientemente un calcolatore elettronico o fa il miracolo di trapiantare un cuore aspetta poi con ansia l ’ oroscopo o desi dera irresistibilmente la morte del suo nemi co. Io non ne sono mai venuto a capo, da so lo; ma sono restio a parlarne, perché sento uno spiffero di commiserazione alle mie spal le. Il fatto è che l ’ intelligenza «tecnica», che potremmo chiamare industriosità o fattività creativa, è di tipo molto particolare e non im plica affatto il possesso di più generali obietti vità; non implica, tra l ’ altro, l ’ intelligenza «politica». Ma se dovessi descrivere, in termi ni semplici, come potrebbe essere fatto un uo mo più evoluto di quello attuale, direi senza esitazione che dovrebbe finalmente possedere insieme l ’ intelligenza politica e quella tecnica. Non è poi tanto difficile dimostrare che non soltanto siamo lontani da quest ’ uomo tecnico-politico, ma ci sono addirittura alcu ne difficoltà serie a ricomporre le due qualità. Sul piano più banale, possono valere le affer mazioni ostinate e ricorrenti di quei politici che si vantano di non essere tecnici, e di quei tecnici che si vantano di non essere politici. Ad una analisi appena scevra di pregiudizi co muni dovrebbero apparire frasi derivate dall ’ archetipo «sono fortunatamente stupido a metà»; ma, paradossalmente, l ’ archetipo suona come un non-senso mentre le sue tra sformate correnti appaiono perfettamente compiute e tradizionalmente accettate. Pa zienza: il cambiamento, se mai avverrà, è di quelli lunghi, si tratta di aggiungere ancora un sapiens all ’ Homo già sapiens-sapiens. C ’ è anche, sotto, uno squilibrio di cui tene re conto. Per un tecnico che lo voglia — che lo voglia: questo è il requisito politico mini mo — è relativamente facile comprendere la politica. Per un politico che lo voglia — e qui andiamo peggio — è piuttosto difficile capire

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