Problemi della transizione 1982
Gramsci, Machiavelli
combattuto contro ogni esasperato economi cismo, aveva avviato riflessioni sul ruolo degli intellettuali nella società civile (le famose pa gine sulla questione meridionale). Nel carcere, nei Quaderni Gramsci riporta al centro della sua attenzione questi temi co me temi di portata strategica, da un lato riaf fermando la polemica contro ogni tentazione economicista dall ’ altro riadeguando alla real tà occidentale nuclei teorici fondamentali in torno al Partito, alla società civile, all ’ egemo nia, in una parola al peso e al ruolo dei Sog getti nelle lotte di trasformazione. Ecco, an cora una volta, perché proprio Machiavelli come punto di partenza e perché proprio Ma chiavelli fornisce a Gramsci l ’ efficace e ardita metafora del Partito-Principe, quasi a sottoli neare sia il senso vero di rinnovamento del di scorso machiavelliano (in aperta polemica con le interpretazioni di Machiavelli fornite dal regime) sia il ruolo decisivo, rispetto a ogni esasperato determinismo economicistico, del Partito e proprio in riferimento a ciò che, per Machiavelli, è in definitiva il vero Princi pi Come collocare, del resto, se non in quest ’ ot tica, il costante richiamo di Gramsci a scro stare l ’ immagine di Machiavelli da ogni lettu ra che tenda rigidamente a inserire il suo pen siero come ogni altra elaborazione politica entro una superficiale teoria dei cosiddetti «rapporti di forza»? Abbiamo voluto, ripercorrendo rapidamen te alcuni temi che il Quaderno ci suggerisce e che il bel commento di Donzelli delucida con ampiezza e rigore, sempre fare riferimento a Machiavelli per due ordini di motivi: perché proprio nel richiamo a Machiavelli sta una delle grandi innovazioni apportate da Gram sci al dibattito marxista con queste Noterelle e perché proprio il modo con cui il Segretario Fiorentino viene letto, viene filtrato e addita to come referente centrale di immagini e di miti ci chiarisce il senso delle analisi più gene rali e delle tensioni dialettiche che attraversa no le pagine gramsciane, rendendole ancora oggi fondamentali per la nostra riflessione teorica e politica.
che di ferreo dominio. Machiavelli aveva posto un adeguato pic chetto (direbbe Tronti) da cui partire e Gram sci l ’ aveva colto. Machiavelli aveva poi intro dotto un altro elemento fondamentale di di battito: il rapporto tra l ’ azione dei Soggetti ed i condizionamenti oggettivi. E un problema sul quale a lungo nelle sue opere Machiavelli torna, nella consapevolezza, tipica del natura lismo rinascimentale, delle ferree determina zioni cui è sottoposto il Soggetto ma anche delle potenzialità, delle «occasioni» che gli si dischiudono e che producono lo specifico del terreno politico. Il Principe è fondato tutto sulla ferma convinzione delle reali possibilità dei Soggetti di trasformare il mondo, di «ca valcare» la Fortuna, di forzare, in qualche modo, gli eventi. Di qui le appassionate pagi ne del Principe, ideologiche e retoriche, ma consequenziali col rigoroso ragionamento svolto in precedenza. Non sempre Machiavel li mostrerà una analoga fiducia nelle possibili tà trasformatrici della Virtù soggettiva ma, in un momento estremo di crisi, l ’ estremo appel lo per uscirne non poteva che rivolgersi pro prio a quelle Virtù, di cui in altre occasioni dovrà in parte dubitare. È palese allora come questo nucleo di ri flessioni apparisse a Gramsci (e lo avvertiamo fin dalle note di apertura del Quaderno) fon damentale in merito al dibattito che da tempo si era aperto, nella Seconda e nella Terza In ternazionale, sul ruolo dei soggetti politici nella effettiva preparazione e realizzazione della trasformazione rivoluzionaria. La rivo luzione russa e tutta l ’ elaborazione leninista avevano profondamente scosso i pilastri og gettivistici ed economicistici di tanta parte della Seconda Internazionale ed avevano di prepotenza portato alla ribalta il ruolo decisi vo dei soggetti politici e in modo particolare del Partito. Fin AdXV Ordine Nuovo Gramsci aveva insi stito sulla novità ineludibile, per le sue cono scenze teoriche e pratiche, prodotta dall ’ espe rienza sovietica e costantemente, anche come dirigente del Partito comunista, aveva appro fondito il compito specifico del Partito, aveva
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