Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
società borghese) mediante regole morali, ma anche che ciascu no segue naturalisticamente i propri interessi. Nel proletariato, però, l ’ interesse coincide con l ’ emancipazione collettiva. Ma come si può poi pretendere di formulare un imperativo catego rico? Su quale fondamento, infatti, poggia la seguente afferma zione: “ Me-ti disse: Non ho trovato molte formule a base di ‘ tu devi ’ che avessi voglia di pronunciare. Intendo dire formule di natura generale, formule che possono essere indirizzate alla ge neralità degli uomini. Però c ’ è una formula di questa fatta: Tu devi produrre ” 21 ? È vero che non si tratta qui esclusivamente di una apologia dello stackanovismo, perché anche l ’ amore è con siderato nell ’ ambito dei rapporti di produzione, in quanto mo difica “ l ’ amante e l ’ amato ” 22 . Ma, se i Soll-Sàtze non hanno senso e se non occorre lottare per il bene, perché non fare come gli alberi che non conoscono nessun “ Tu devi ” , neppure quello di produrre? Vi sono certo osservazioni acutissime contro l ’ eternizzazione dei valori morali, contro il perfezionismo etico, a cui Brecht oppone il proprio marxismo pragmatistico. Que sta osservazione, ad esempio: “ Ka-meh [Marx] dimostrò che non è per avventura la giustizia ad aver creato il diritto, ma che tutte le disposizioni giuridiche, i tribunali, i divieti ecc. che c ’ erano in una qualche epoca hanno prodotto idee vaghe e ge neriche, per cui ci sarebbe un essere divino che ha inventato qualcosa di simile alla giustizia ovvero un senso del diritto in nato all ’ uomo. Il diritto deve tener conto di molti contrastanti bisogni della società, quindi è contraddittorio e spesso appare imperfetto. Invece la giustizia, di cui il diritto dà ad intendere di essere l ’ incarnazione mentre essa è soltanto la sua spiritualiz zazione, cancella tutte le contraddizioni, e lo può fare perché non deve mai intervenire in umani accadimenti. Così sembra più perfetta del diritto ” 23 . O ancora: “ Gli oppressi e gli sfruttati sono per la giustizia, ma per loro non è che l ’ oppressione e lo sfruttamento debbano cessare onde regni la giustizia, ma deve regnare giustizia onde cessino oppressione e sfruttamento. Quindi gli oppressi e gli sfruttati non sono persone giuste ” 24 . E tuttavia: perché dovrebbe valere incondizionatamente il co- mandamento “ Tu devi produrre! ” oppure “ Non sfruttare! ” ? Se gli uomini seguono naturalmente il proprio vantaggio, chi ga rantisce che si possa trovare un ordine sociale che metta d ’ ac cordo, un giorno, i vantaggi di tutti e di ciascuno? Solo una fede incrollabile nel progresso della storia verso questo ordine nuovo può connettere la morale parziale a quella universale, può giustificare il sacrificio dinanzi alle accuse più infamanti ed assurde. Perciò, quando Bucharin è accusato da Stalin dei peggiori delitti (dagli assassini all ’ “ istruzione di me scolare vetro in sostanze alimentari ” destinate alla popolazione urbana), egli ha ancora la forza di dire a Nikolaevskij: “ Si è sal vati dalla fede nel fatto che lo sviluppo va sempre avanti (...) come un fiume che scorre verso il mare (...) Il fiume passa at traverso le località più accidentate ma va sempre avanti (...) E
21 Ibid., trad. it., cit., p. 92. 22 Ibid., trad. it., cit., p. 176 23 Ibid., trad. it., cit., p. 74. 24 Ibid., trad. it., cit., p. 68.
22
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease