Problemi della transizione 1982

Remota justitia

la gente cresce, diventa più forte e costruisce una nuova società ” 25 . Prima di morire dirà ancora: “ In questi giorni, forse gli ultimi della mia vita, confido che presto o tardi il filtro della storia spazzerà via inevitabilmente il sudiciume che è stato ac cumulato attorno alla mia testa (...) Sappiate, compagni, che sulla bandiera che voi porterete avanti nella marcia vittoriosa verso il comuniSmo, c ’ è anche una goccia del mio sangue ” 26 . Morale e storia si fondono così nell ’ etica comunista: la storia diventa il tribunale d ’ appello degli errori del partito e la “ riabi litazione ” postuma il riconoscimento del sacrificio del militante innocente. Si rafforza anche una vecchia idea, che assume ora tratti più drammatici, quella della colpa dell ’ innocenza. L ’ inte resse ci classe può giungere a richiedere dei capri espiatori in momenti di difficoltà. Il militante, e ancor più il ‘ quadro ’ , deve essere pronto, per il partito, anche a tale sacrificio. Il partito, tuttavia, oltre ad avere il monopolio del magiste ro morale e delle sue innovazioni, assicura la protezione e la promozione degli interessi della classe, nonché la lotta per una situazione in cui la morale sarà finalmente “ umana ” . Ecco per ché, passata l ’ epoca staliniana, vi è stata nei paesi socialisti una diffusione capillare, in particolare a livello scolastico, di etiche fondate sull ’ amore per il partito e sui valori collettivi e di soli darietà di classe. Così, nel codice delle virtù comuniste di Fedo- renko, i principali comandamenti riguardano la fedeltà alla causa del comuniSmo, l ’ amore per i paesi socialisti, per il lavo ro coscienzioso e l ’ “ intolleranza ” verso l ’ ingiustizia, l ’ ozio e tut ti i nemici del comuniSmo 27 . 3. Oggi sembra che si stia esaurendo l ’ ondata di etica col lettivistica che aveva dominato l ’ Europa (e non solo l ’ Unione Sovietica) fra le due guerre. Il modello militare, rafforzatosi nelle trincee della Grande Guerra, la Kamaradenschaft, aveva fornito al fascismo italiano, al nazismo tedesco e ad altri movi menti nazionalistici europei l ’ alternativa alla solidarietà di clas se proletaria. Il culto dell ’ eroismo si era accompagnato aWesal- tazione delle virtù gregarie ( “ credere, obbedire e combattere ” ); il disprezzo per la “ concezione materialistica della felicità ” , che Mussolini avrebbe voluto lasciare “ agli economisti della metà del Settecento ” , si era legato all ’ apologià del sacrificio per la Patria, a una morale della spersonalizzazione, dell ’ eroismo anonimo, esemplificato neH ’ a/tore del Milite Ignoto. Oggi, ap punto, le etiche del sacrificio e della sopportazione si sono in crinate, trovano un seguito sempre più tiepido e pieno di tacite riserve. Forse perché gli organi di emissione dei valori etici (Pa

Kiev, 1972 2 , p. 82; I.I. Ó ernoko - zov-V.N. C ernokozowa , Osnovy kommunisticeskoj morali (Fonda menti di morale comunista), Mo- skva, 1971. Cfr. K.A. Z iegert , Nach der Emanzipation des Rechts von der Moral, in AA.VV ., Theorie- technik und Moral, cit., pp. 151 sgg.

25 Cfr. B.I. N ikolaewsky , Power and Soviet Elite: ‘ Thè Letter of an Old Bolshevik ’ and Other Essays, New York, 1965, p. 25. 26 N.I. B ucharin , cit. in S.F. C o hen , Bucharin and thè Bolshevik Re volution. A Politicai Biography 1888- 1938, New York, 1973, trad. it. Bu charin e la rivoluzione bolscevica. Bio grafia politica 1888-1938, Milano, 1975, p. 367. 27 Cfr. E.G. F edorenko , Osnovy marksistko-leninskoj etiki (Fonda menti di etica marxista-leninista),

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