Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
nipotenza dello Stato ” . Bisogna innestare sul tronco del marxi smo questo ramo giusnaturalistico, anche perché non vi po trebbe essere socialismo senza il suo correlato etico, che è la giustizia. Sebbene il cammino del giusnaturalismo venga rico struito a partire dagli stoici sino alle sue forme moderne, il pun to centrale di riferimento è pur sempre Kant, il Kant condensa to nell ’ affermazione che “ se la giustizia scompare, non ha più valore che gli uomini vivano sulla Terra ” 34 . Ma la giustizia si fonda sul riconoscimento di una dignità dei singoli. Ancora kantianamente: “ Nel regno dei fini ogni cosa ha un prezzo e una dignità. Qualcosa che abbia un prezzo può essere sostituito da qualcos ’ altro come suo equivalente. Ma ciò che è al di sopra di ogni prezzo e perciò non ammette equivalenti, ha una digni tà ” 35 . Inoltre: “ Il rispetto che io porto a un altro o che un altro può esigere da me (observantia aliis prestartela) è dunque rico noscimento di una dignità (dignitas) a un altro uomo, cioè di un valore che non ha prezzo, che non ha equivalente con cui l ’ oggetto della valutazione (aestimii) possa essere scambiato ” 36 . Tale riconoscimento della dignitas hominis deve essere prelimi nare e non può venir negoziato. Non si tratta qui soltanto di un ’ esaltazione, in senso umanistico, di questo valore (quale si trova nel Pico della Mirandola della Oratio de hominis dignita- te) 37 , ma di una sua difesa contro quanti riducono l ’ uomo a semplice mezzo o a strumento di qualcosa giudicato incom mensurabilmente superiore, sia esso lo Stato o la classe. Tale riduzione è operata già da Hobbes nel Leviatano: “ Il valo re o il pregio di un uomo consiste, come di tutte le altre cose, nel suo prezzo, cioè in ciò che si darebbe per acquistare l ’ uso del suo potere, e perciò non è cosa assoluta ma dipende dalla necessità o dall ’ opinione altrui. Un abile comandante di eserciti è cosa di gran prezzo durante la guerra o nell ’ imminenza di es sa, ma non così in pace. Un giudice saggio e incorruttibile vale molto in tempo di pace, ma non altrettanto durante una guerra ” 38 . La dignità non è altro in Hobbes che il valore attri buito all ’ uomo dallo Stato mediante specifici segni di distinzio ne: “ Il valore pubblico di un uomo, che è quello conferitogli dallo Stato, è ciò che gli uomini chiamano comunemente digni tà. E questo suo valore, a lui concesso dallo Stato, si manifesta attraverso le cariche del comando, del foro, dei pubblici impie ghi, oppure mediante gli appellativi e i titoli introdotti per defi nire tale valore ” 39 . Ma è contro Cari Schmitt, che si presenta quale continuatore delle teorie hobbesiane, che Bloch partico larmente si scaglia. Il suo decisionismo è un “ anti-diritto natu
34 I. K ant , citato da E. Bloch in Sàmtliche Werke, hrsg. v. G. Harten- stein, Leipzig, 1838-1839, Bd. VII, p. 150; cfr. E. B loch , Naturrecht und menschliche Wùrde, cit., p. 99. 35 I. K ant , Grundlegung der Meta- physik der Sitten, in Gesammelte Schriften ( = GS), Akademie-Ausgabe, Berlin-Leipzig, poi Berlin, 1900 ss., Ba. IV, p. 434, trad. it. (qui modifica ta) Fondazione della metafisica dei co stumi, Bari, 1980, p. 68. 36 I. K ant , Metaphysik der Sitten, II, 1, 2, § 37, in GS, Bd. VI, p. 462.
37 Cfr. P. D ella M irandola , Ora tio de hominis dignitate, ed. da E. Garin, in Filosofi italiani del Quat trocento, Firenze, 1942, pp. 475 sgg. 38 T h . H obbes , Leviathan, I, 10, trad. it. Il Leviatano, Torino, 1965, voi. I, p. 119. 39 Ibid. (trad. it., cit., p. 120).
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