Problemi della transizione 1982

Remota justitia

vincolo emotivo stabilito fra ineguali, la fratellanza fra eguali. È interessante sottolineare il fatto che Rawls rifiuta tanto le soluzioni basate sul potere, quanto quelle basate sullo spirito di gregge o su fattori emotivi, per difendere la possibilità di pensa re in termini razionali un assetto sociale giusto e una logica dell ’ azione collettiva. Contro gli utilitaristi, poi, e contro quan to affermerà Robert Nozick in Anarchy, State and Utopia 45 46 7 , Rawls sostiene che si può stabilire una gerarchia razionale, un ordine lessicografico razionale, fra diversi princìpi che salvi i diritti della collettività senza penalizzare quelli degli individui o quelli degli individui senza penalizzare quelli della collettività (da notare: non si tratta di una conciliazione o di un accordo alla pari, ma, appunto, come vedremo subito, di una gerarchia di scelte). L ’ utilitarismo, che ha di mira la più grande felicità per il maggior numero, considera la logica della cooperazione, ma non prende sul serio la distinzione fra le persone, trattate come unità, numeri, non come individui. Esso può di conse guenza sacrificare la libertà e la vita del singolo al benessere del maggior numero. Prendiamo un esempio: uno sceriffo di una piccola città, per evitare gravi disordini, che probabilmente provocherebbero decine di morti, fa giustiziare un innocente. In tal modo, numericamente, risparmia molte vite immolando ne una 48 . È giusto tale criterio o vale piuttosto il kantiano fiat justitia et pereat mundus? La felicità del maggior numero è più importante della vita e della dignità dei singoli. Nozick, nella sua strenua difesa di un individualismo possessivo di matrice lockiana, che vuol connettere alla tradizione anarchica indivi dualistica, all ’ Uw/co di Stirner, è invece di opinione diametral mente opposta. L ’ esistenza individuale e le sue condizioni im mediate di realizzazione sono beni assolutamente non negozia bili, non calpestatoli, non alienabili. Non esiste un bene supre mo rispetto al quale l ’ individuo potrebbe venir considerato co me un mezzo; non vi è per lui sacrificio nei confronti di altri che meriti di esser compiuto: “ Ma perché non si possono violare certe persone per ottenere un bene sociale maggiore? Come in dividui, ciascuno di noi a volte preferisce sottoporsi a dolori o sacrifici per ottenere un beneficio maggiore o per evitare un danno maggiore (...) Perché non sostenere, analogamente, che qualche persona deve fare sacrifici da cui altri trarranno van taggi maggiori, per amore del bene sociale complessivo? Ma un ’ ewh ’ tó sociale, il cui bene sopporti qualche sacrificio per il proprio bene, non esiste. Ci sono soltanto individui, individui differenti, con le loro vite individuali. Usando uno di questi in dividui per il vantaggio di altri, si usa lui e si giova agli altri e basta ” 49 . Ma se gli individui sono per Nozick incommensurabi li, ogni teoria della giustizia cade, perché giustizia è proporzio ne, commensurabilità, rapporto sociale. In questo senso si ca pisce perché Nozick difenda — questa volta in contrasto con tutta la tradizione giusnaturalistica — le accidentalità e i privi legi dati dalla natura, dalla società e dalla storia. Quanto è pro

45 Cfr. A.O. H irschmann , Exit, Voice and Loyalty, Cambridge, Mass., 1970. 46 Cfr. R. S ennett , Authority, Co pyright 1980 by R. Sennett, trad. it., Autorità, Milano, 1981.

47 Cfr. R. N ozick , Anarchy, State and Utopia, Cambridge, Mass., 1974, trad. it., Anarchia, Stato e Utopia, Firenze, 1981. 48 Cfr. H.J. M c C losey , A Note on Utilitarian Punishment, in “ Mind ” ,

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