Problemi della transizione 1982

Remota justitia

più svantaggiati, naturalmente e socialmente. Una società è giusta se (oltre ad altri requisiti) favorisce consapevolmente, ar tificialmente, coloro che la naturai lottery ha posto in situazio ni di inferiorità. Giustizia e fratellanza richiedono quindi un principio di riparazione sociale ai torti e agli svantaggi di altri, un principio di riparazione di portata radicale, coraggiosamen te innovativo, non quietistico. Esso presuppone che nulla giu stifichi intrinsecamente i privilegi, né il caso, né i meriti, i “ ta lenti ” , l ’ intelligenza o l ’ intraprendenza di ciascuno. Anche i ta lenti sono una ricchezza sociale che deve essere redistribuita, utilizzata non solo nell ’ interesse comune, ma proprio nell ’ inte resse dei più svantaggiati. Ad esempio: nel campo scolastico, dell ’ educazione, giustizia vuole che vengano aiutati maggior mente non i più intelligenti o i più dotati, ma i meno intelligenti e i meno dotati, che si rettifichino, per quanto è possibile, le di seguaglianze sociali e naturali. 3. Si può certo dire che il principio di differenza rappresen ta una alternativa moderata alla lotta di classe, la rinuncia ad un capovolgimento rivoluzionario dell ’ assetto sociale, o anche, come è stato sostenuto, che con esso “ il povero benefica delle briciole che cadono dalla tavola del ricco ” 53 . Si può anche af fermare che la “ geometria morale ” di Rawls ha diversi punti de boli, fra cui quello di minimizzare il ruolo degli effetti perversi sulle istituzioni e quello di non accorgersi che l ’ aumento della giustizia distributiva si paga con una diminuzione delle libertà 54 . Resta tuttavia il fatto che il suo progetto è fra i più elaborati tentativi di pensare il problema della giustizia in una società democratica, di mediare la tradizione liberale di difesa della libertà con quella democratico-radicale di lotta alle dise guaglianze e di promozione della vita e delle possibilità dei ceti più svantaggiati. Naturalmente, si presuppone che le disegua glianze siano necessarie, vantaggiose, in quanto incentivi o for se come mezzi per indirizzare le risorse “ nelle mani di chi può farne l ’ uso sociale migliore ” 55 . Ma non per questo meno dura si presenta la lotta contro il loro dominio assoluto. Vi è probabil mente in Rawls, oltre un impianto kantiano-giusnaturalistico, un sensibile pathos religioso: il concetto di “ società ben ordina ta ” viene infatti dichiarato un ’ estensione del concetto di tolle ranza religiosa e un ’ interpretazione del ‘’ regno dei fini ” 56 e l ’ idea stessa di fratellanza sembra assumere le vesti cristiane della charitas. Ma teoricamente le difficoltà maggiori stanno altrove e si possono condensare in due grandi questioni, su cui occorrerà un ulteriore sforzo di riflessione, anche al di là di queste pagi ne: 1) Come è possibile, senza cadere nell ’ astrattezza, ignorare la storia reale, i rapporti di forza effettivi, e nell ’ insieme consi derare storia e natura come pure accidentalità di cui la ragione può e deve fare a meno? 2) Su quali basi è possibile sottrarre qualcosa allo scambio o alla giustificazione razionale, ‘ tabuiz

55 J. R awls , A Kantian Conception of Equality, cit. , p. 97. 56 Ibid., pp. 95 sgg.

53 J.R. L ucas , On Justice, Oxford, 1980, p. 187. 54 Cfr. R. B oudon , Effets pervers et ordre social, Paris, 1977, trad. it. Ef fetti “ perversi ” dell ’ azione sociale, Milano, 1981, pp. 149 sgg.

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