Problemi della transizione 1982
Un caso da riaprire
ma di autorità accettato e dunque legittimo 1 . È fuori di dubbio che l ’ esplorazione e la rielaborazione del la recente letteratura politologica di area tedesca e angloameri cana può dare molti frutti e tuttavia, per una quantità di motivi che non sto qui a ripercorrere, è opportuno ricordare che su questi argomenti la cultura filosofico-politica italiana di orien tamento progressista si è impegnata in una riflessione tanto consistente quanto “ sfortunata ” a partire dai primissimi anni del Novecento. La tendenza a intrecciare, a conciliare, a ricomporre in un “ sistema ” nuovo il giusnaturalismo e il marxismo, il liberali smo e il socialismo, la giustizia e la libertà, l ’ individuo e la so cietà, che coincideva con lo sforzo di dare alla politica un forte fondamento etico sul quale costruire una vera e propria filoso fia della prassi, rappresenta un filo di continuità sottile e allo stesso tempo tenace della nostra cultura filosofico-politica en tro la quale non è certo difficile rintracciare situazioni emble matiche. Già nei primissimi anni del Novecento gli scritti di Rodolfo Mondolfo erano particolarmente attenti agli sviluppi possibili delle teorie contrattualiste di Locke, di Rousseau, della Dichia razione dell ’ 89, che gli apparivano sufficientemente compatibi li, sia dal punto di vista storico come pure da quello speculati vo, con le teorie sociali e politiche enunciate da Marx. Si rivela vano ai suoi occhi sempre più parziali e riduttive tanto quelle letture che, entro la tradizione giusnaturalistica maggiormente legata alla Dichiarazione, accentuavano i temi dell ’ individuali smo possessivo; quanto quelle dottrine ispirate al comuniSmo giuridico e al comuniSmo critico che sviluppavano una opposi zione tale nei confronti delle tesi del diritto naturale da imporre la negazione e la soppressione di ogni diritto intrinseco all ’ indi viduo di fronte alla collettività. La questione non poteva essere risolta per Mondolfo scegliendo in favore dell ’ uno o dell ’ altro orientamento; il diritto di natura è determinazione razionale, è concetto che si fonda sulla personalità e per questo esige la so cietà come condizione necessaria della propria realtà 2 . Né minore, anche se diversamente orientata, doveva essere l ’ attenzione dedicata al problema intorno agli anni ’ 20 e dopo dall ’ ambiente torinese dove, alla presenza di maestri come So lari e Einaudi, faceva da contrappunto quella di Gobetti e di Gramsci. E ancora, prima a Torino poi a Parigi, quando la lezione dei fatti si era rivelata più dura e spietata di ogni pessimistica
fo, Firenze, 1979 ma v. anche G. M arramao , Marxismo e revisioni smo in Italia dalla “ Critica Sociale ” al dibattito sul leninismo, Bari, 1971.
1 Cfr. la lucida esposizione di questi temi nel volumetto La società giusta, di S. Veca, Milano, 1982; ma cfr. an che J. R awls , A Theory of Justice, Cambridge, Mass., 1971; N. B ob bio , M. B overo , Società e stato nella filosofia politica moderna, Milano, 1971; R. N ozick , Anarchia, stato e utopia, trad. it., Firenze, 1981. 2 Sul pensiero di Mondolfo cfr. E. G arin , R. T reves . V.E. A lfieri , G. C ambiano , W. T ega , A. Z anardo , A. S antucci , N. B obbio , Filosofia e Marxismo nell ’ opera di R. Mondol
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