Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
previsione, Carlo Rosselli considerava indispensabile, per risol levarne le sorti dopo la rovinosa sconfitta, che il socialismo si ponesse quale erede dei punti più alti della tradizione liberale. Occorre che i socialisti, scriveva in Socialismo liberale (1928), “ riconoscano nei metodi democratici e nel clima liberale una conquista così fondamentale per la civiltà moderna, che sa rà necessario rispettarli anche e soprattutto quando il governo sarà nelle mani di una stabile maggioranza socialista ” 3 . Nel secondo dopoguerra la riflessione su questi temi si ri trovò egualmente feconda e maturò i suoi frutti più interessanti nel corso di una stagione politica impervia e difficile che alme no in parte impedì alle ipotesi di lavoro, avanzate da Giulio Pre ti prima e da Norberto Bobbio poi, di essere adeguatamente di scusse e di esercitare un peso commisurato alla loro rilevanza. Ritornavano, sia pure entro contesti culturali e storici nuovi e con diversa robustezza teorica, i temi che erano stati enuncia ti nel primo Novecento e fra le due guerre; si riproponevano in un ’ epoca ancora fortemente segnata dagli orrori del conflitto ancora recente, dalla riscoperta del “ volto demoniaco del pote re ” , dalla brutale politica di potenza riproposta dalla guerra fredda, i temi del rapporto individuo-società-stato, democra zia-socialismo, morale-politica. Ci si interrogava in modo più ravvicinato sulla possibilità concreta di fondare su questi presupposti una filosofia della prassi capace di liberare l ’ uomo, di realizzare “ il regno dei fini ” combinando, entro l ’ orizzonte della democrazia, gli aspetti più avanzati della tradizione liberale con il materialismo storico. Per l ’ appunto Preti, concludendo il suo lavoro su Adamo Smith e le origini dell ’ etica contemporanea, affermava essere il materialismo storico, spogliato delle interpretazioni dogmati che e delle contraddizioni che gli derivano dalla indebita asso ciazione con il materialismo dialettico, un importante punto di confluenza della problematica dell ’ etica contemporanea e un forte tentativo di soluzione della stessa. “ Alla base delle valutazioni e delle norme, e in ultima istan za di tutto l ’ edificio etico — aggiungeva — sta una complessa, articolata e mutevole esperienza storica, che il marxianesimo chiama l ’ ‘ economia ’ , ma dando alla voce un significato molto vasto, fino a comprendere tutta la sfera sensibile pratica, ogni rapporto attivo dell ’ uomo con la natura, con i suoi simili, con se stesso. E poiché l ’ uomo viene continuamente mutando que sti rapporti, la sua esperienza pure viene continuamente mu tando, e con essa norme, valutazioni, gerarchie di valori ” 4 .
4 G. P reti , Alle origini dell ’ etica contemporanea. Adamo Smith, Bari, 1957, pp. 197-198.
3 C. R osselli , Socialismo liberale, Roma-Firenze-Milano, 1945, p. 105. “ Il socialismo deve tendere verso il li beralismo — diceva ancora Rosselli — il liberalismo deve alimentarsi del la lotta proletaria. Non è possibile es sere liberali senza aderire in modo at tivo alla causa dei lavoratori; e non si serve efficacemente la causa del lavo ro senza tener conto della filosofia del mondo moderno, impostata sul concetto di una evoluzione attraverso dei contrasti in perpetuo superamen to... ” , p. 136.
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