Problemi della transizione 1982

Un caso da riaprire

Anche in questo caso una lettura fortemente intrecciata di tradizioni e di teorie diverse fino al contrasto, poneva i punti emergenti sui quali doveva fondarsi uno stretto rapporto tra la morale e la politica. E questi punti secondo Preti erano ancora una volta in pri mo luogo la libertà e la giustizia dove libertà “ significa che l ’ uo mo si volge ora al suo passato e al suo presente, alla tradizione e agli eventi che ha dietro di sé, come alle istituzioni e alle cre denze attuali, persino ai mali che lo hanno afflitto e che lo af fliggono, come a cosa propria... Il mito dell ’ uomo di natura — proseguiva Preti — l ’ affermazione che gli uomini nascono liberi e uguali... sono per noi formulazioni della nuova dolorosa, fa ticosa esperienza dell ’ uomo contemporaneo che, toccando il massimo dell ’ alienazione nella società capitalistica, vede spun tare dalle stesse condizioni create da questa società capitalistica l ’ alba di uno stato che chiamiamo di ‘ emancipazione ’ : stato in cui l ’ uomo sia per l ’ uomo, i sensi siano umani, il pensiero sia umano, l ’ amicizia, l ’ amore, la convivenza sociale non siano staccati dalla felicità dell ’ uomo ma ne formino il concreto tes suto - non lo strumento ma il contenuto ” 5 . E quindi il contrat to, fondamento stesso dell ’ etica democratica: “ l ’ idea fonda mentale dell ’ etica democratica — sosteneva in Praxis ed Empi rismo — è l ’ idea del contratto sociale. L ’ uomo democratico è li bero di fronte a tutti gli altri uomini. Nessuno può imporgli re gole, norme o valori oltre quelli che egli stesso si pone. La de mocrazia non può limitarsi al piano politico perché la vita asso ciata degli uomini non si limita alla sfera dei rapporti politici... essa si deve estendere a tutti i valori che implichino rapporti tra gli uomini. Ne consegue che, se ha da essere possibile una vita associata democratica, norme, rapporti tra gli uomini in genere devono nascere da stipulazioni: anzi, che sono appunto tali sti pulazioni che ne fanno norme e valori ” 6 . È mia intenzione, a partire dalle riflessioni che nelle pagine seguenti sono dedicate a Mondolfo, riesaminare nei prossimi fascicoli della rivista quelle situazioni emblematiche alle quali si è già fatto riferimento, e rendere conto almeno di alcune fra le ragioni che ne hanno decretato la scarsa fortuna. È certa mente difficile dare risposte soddisfacenti a tale interrogativo tutt ’ altro che nuovo e originale; e tuttavia anche a questo pro posito è bene sviluppare e verificare le ipotesi di lavoro che so no già state autorevolmente messe in campo. Molto ha nuociuto alla diffusione e all ’ affermazione delle idee di sviluppo democratico e socialista della società italiana l ’ irreducibile opposizione di dottrine e ideologie destinate ad avere largo consumo e applicazione nel nostro paese quali: il nazionalismo, il neoidealismo e lo spiritualismo 7 . D ’ altra parte non ha giovato alla causa di queste teorie una certa loro astrattezza teorica e una scarsa capacità di costruire un concreto intreccio tra i loro presupposti e i problemi dell ’ esi stenza quotidiana delle grandi masse di cittadini. 5 Idem, pp. 201-202. 6 G. P reti , Praxis ed Empirismo, Torino, 1957, p. 105. 7 Cfr. E. G arin , Cronache della fi losofia italiana, Bari, 1966; N. B ob bio , Profilo ideologico del Novecen to, in Stona della Letteratura na, a cura di E. Cecchi e N. Sapegno, Milano, 1969, voi. IX, pp. 121-228.

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