Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Certamente poi possono avere esercitato un peso negativo a questo proposito anche talune rigidità dottrinarie e teoriche in terne alla sinistra, taluni “ pregiudizi ” che hanno avuto quale ri sultato quello di restringere orizzonti e possibilità. Non sembra inutile tornare ad analizzare i motivi reali del rifiuto netto e senza appello opposto da Della Volpe, prima nella Libertà Comunista (1947) e poi nel Rousseau e Marx (1964), alle riflessioni di chi come Mondolfo ad esempio era al la ricerca di un autentico rapporto tra giusnaturalismo e marxismo 8 . E ancora, vale la pena di riflettere sull ’ accoglienza che ebbe ad esempio Praxis ed Empirismo (1957) che collezionò opposi tori, critici, lettori diffidenti proprio laddove il suo autore pen sava di trovare orecchie sensibili e affinità elettive e nel momen to in cui si apriva una stagione originale e fortunata di studi sul marxismo e su Gramsci 9 . Né infine penso sia meno interessante soffermarsi sulle ra gioni che alla metà degli anni ’ 70 hanno condotto, fra gli altri, Asor Rosa a considerare del tutto marginali, se non addirittura controproducenti, per la strategia della sinistra, i tentativi più interessanti di costruzione di un positivo rapporto tra contrat tualismo e marxismo e di rifondazione di una moderna filoso fia della prassi. Infatti il ponderoso volume einaudiano del ’ 75, mentre ad esempio dedica ampio spazio a Gaetano Mosca, non menziona neppure la riflessione di Rodolfo Mondolfo e, a conclusione della rapida sintesi a lui dedicata, liquida Giulio Preti come un pensatore la cui caratteristica dominante sarebbe quella di ave re “ una mentalità eminentemente conciliativa ” e il cui unico merito quello di avere espresso “ l ’ idea di tale conciliazione nel contratto sociale ” 10 * .
I - Utilitarismo, contrattualismo e marxismo secondo Rodolfo Mondolfo
a) La città occupata dal nemico di Th. Hobbes Nelle indagini dedicate agli sviluppi della morale utilitaria si affacciano già interessi e orientamenti destinati ad avere grande rilievo nella ricerca e negli studi successivi di Rodolfo Mondolfo. Le dottrine di Hobbes e di Helvétius, le espressioni più recenti della scuola utilitaria quali quelle di Comte, di Mill, di Spencer e dei loro “ epigoni ” italiani, vengono esaminate alla luce delle acquisizioni e delle riconsiderazioni teoriche più re centi della scuola del diritto naturale, dei risultati degli orienta menti più avanzati di quella parte del positivismo italiano che aveva imboccato la strada antimetafisica e antimaterialistica,
8 Cfr. G. D ella V olpe , Opere, a cura di I. Ambrogio, Roma, 1972- 73, voli. IV e V. 9 Cfr. E. G arin , Cronache della fi losofia italiana cit., pp. 577-583; F. A lessio , M. D al P ra , E. G arin , Ri
cordo di Giulio Preti, in “ Rivista cri tica di storia della filosofia ” , 1974. 10 A. A sor R osa , Dall ’ Unità ad Og gi, La Cultura, in Storia d ’ Italia, 4, tomo II, Torino, 1975.
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