Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

dalla filosofia sociale di Hobbes. In opposizione ai teorici del diritto naturale, Hobbes insiste sul pactum di imperio come sostitutivo del duplice patto di unione e di soggezione; “ questo patto essendo il secondo con tratto che sarebbe così implicito nel giuramento con il quale il popolo s ’ assecura del sovrano ” . Ritiene inoltre che in tale giu ramento non si dà impegno reciproco, che insomma tra sudditi e sovrano non vi è contratto per il semplice motivo che “ prima del conferimento del potere non esisteva il sovrano; appena conferito non esiste più la moltitudine del popolo, che tutta re sta assorbita in lui ” . Ma tutto questo, si chiede M., non elimina forse la ragione stessa, non rende superfluo il fondamento sul quale Hobbes ha costruito la società e lo Stato? Non sta qui la più grossa delle contraddizioni del suo sistema? Con la negazione del Contratto “ ecco scomparsa affatto la pena, la sicurezza di conservazione della vita che si era cercata nel passaggio dallo stato di natura alla socialità: il timore e la minaccia della morte sono sempre sospese sul capo dei cittadini, con 1 ’ aggravante che qui non pos sono più confidare nelle proprie forze per la difesa ” . Nel sistema hobbesiano si è venuto stringendo un intimo le game “ tra l ’ ordine della moralità e quello della socialità ” , ma la conclusione politica, lo starebbe a dimostrare anche l ’ ordine della composizione delle sue opere, costituisce il punto di par tenza; “ la psicologia e la morale, pur riconnettendosi stretta- mente alla fisica e, col suo mezzo, alla filosofia prima, sono ri volte quasi unicamente a dare giustificazione della tesi politica ” . E pertanto la morale che secondo M. avrebbe dovuto dare la giustificazione “ della tesi platonica ” , resta in essa assor bita... Partito dal preconcetto dell ’ assolutismo, l ’ Hobbes gli trova la giustificazione logica nello stato naturale, neWhomo homini lupus e nel perdurare delle tendenze antagonistiche al lo stato sociale che richiede perciò una potenza superiore la quale non soggioghi né soffochi gli impulsi. Tale compressione degli appetiti e delle passioni naturali costituisce il bene dello Stato, la salus populi, che peraltro nel concetto dell ’ Hobbes ha valore solo in quanto serve all ’ “ interesse individuale. E qui si ri vela la contraddizione del suo sistema ” . Quell ’ intimo legame si era fatto così forte da portare Hob bes di necessità verso “ una vera confusione della morale col di ritto ” ed è questo il rilievo di fondo mosso da M. alla costruzio ne di un ’ etica di fatto subordinata alla politica. Per cui, “ ancor quando Hobbes avesse concepito l ’ esistenza di quella persona lità morale che nel suo sistema manca assolutamente, questa sarebbe stata da ultimo soffocata e distrutta in quella subordi nazione ” 17 . I cittadini di questo mostruoso Leviatano, “ come le acque chiuse da ogni parte tra le dighe insormontabili, rista gnano e si corrompono ” 18 . La morale subordinata alla tesi dell ’ assolutismo si infrange contro l ’ inestricabile sviluppo degli

227, 231, 242, 246, 247, 258.

17 Saggi per la storia della morale utilitaria, I. La morale di T. Hobbes, Padova, 1903, p. 264. Le citazioni relative al pensiero di Hobbes qui ri portate sono tratte, nell ’ ordine, dalle seguenti pagine del Saggio appena ri cordato: 24, 221, 222, 224, 226,

is ibid p 265

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