Problemi della transizione 1982
Un caso da riaprire
scogli della contraddizione “e la pace, che ne costituisce la meta finale, è veramente il silenzio di una città occupata dal nemico ” 19 .
b) Il socialismo imperfetto dell ’ utilitarista Helvétius Ma pure dal suo isolamento che non è mai stato tale fino in fondo, la filosofia di Hobbes getta germi e premesse destinati a svilupparsi e a maturare su terreni meno impervi come appunto ha saputo mostrarlo in pieno secolo dei lumi il sistema aperto di Helvétius il quale però, nonostante lo sforzo pregevole di al largare l ’ orizzonte dell ’ etica utilitaria al tema del rapporto di tutti gli interessi particolari con l ’ interesse generale, restava pur sempre prigioniero della riduzione dell ’ interesse al puro piacere fisico 20 . Che cosa allora conduce M. a dire che l ’ etica di Helvé tius costituiva il punto più alto raggiunto dallo sviluppo dell ’ in tero sistema dell ’ utile, ivi comprese le sue determinazioni con temporanee? Certo il tema dell ’ interesse generale, ma soprat tutto, a nostro avviso, la convinzione secondo la quale il pro blema morale appariva indissolubilmente congiunto al proble ma politico, e la soluzione dell ’ uno dipendeva dalla soluzione dell ’ altro; M. conviene in linea di massima con il Guyau nel so stenere che Helvétius ha introdotto nella morale utilitaria e nel la legislazione l ’ idea di progresso e di perfezionamento e ha as segnato per un verso alla legge e per l ’ altro all ’ educazione il compito di omogeneizzare l ’ interesse generale con gli interessi particolari oltre che di fissare le norme della condotta e dunque il principio stesso dell ’ azione nell ’ utile 21 . Ma per M. si trattava di corollari che scaturivano di necessità dal punto stesso della rottura con Hobbes. Helvétius a suo avviso ha applicato com piutamente e condotto alle sue conseguenze ultime il principio secondo il quale il piacere e il bene consistono nell ’ attività; que sto è insieme il punto di forza del nuovo sistema e quello a par tire dal quale si è originato il processo di isolamento dell ’ etica hobbesiana la quale non poteva passare dall ’ affermazione della tendenza naturale di ciascuno al piacere alla tesi dell ’ assoluti smo, se non rinunciando alla validità della premessa e sosti tuendo alla conseguente progressione dei desideri, considerata dapprima come unico fine dell ’ esistenza, la conservazione pura e semplice della vita. E questa trasformazione del concetto di bene di cui il M. sembra sfortunatamente teso, come sostie ne Pacchi 22 , a ricercare in Hobbes una evoluzione che non esi ste, che spiega entro l ’ etica hobbesiana prima la rinuncia 21 C. G uyau , La morale d ’ Épicure et ses rapports avec les doctrines con temporaines, Paris, 1878. Mondolfo su questo come su altri temi di ordine gnoseologico tiene conto delle ipotesi interpretative proposte da L. Limen tani nello studio Le teorie psicologi che di C.A. Helvétius, Verona- Padova, 1902. 22 L ’ osservazione è suggerita da A. Pacchi nella sua Introduzione a T. Hobbes, Bari, 1971, p. 129. 19 Ibid., p. 246. L ’ espressione è ri presa da Montesquieu. 20 Saggi P er la storia della morale utilitaria, II. Le teorie morali e politi che di C.A. Helvétius, Padova- Verona, 1904.
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