Problemi della transizione 1982

Un caso da riaprire

magine di un proletariato che, come già la borghesia dell ’ 89, si fa portatore di un ’ idea universalistica e non della pretesa del dominio di una classe su un ’ altra, ancor più che Bernstein, Kautsky o l ’ austromarxismo, il punto di riferimento di M. che sembra preoccupato in questi anni di contrastare le tesi indivi dualistiche del liberismo inglese del tardo Ottocento come pure quelle massimalistiche e anarchiche che si manifestano nel seno delle organizzazioni del movimento operaio. E qui si apre anche il capitolo del confronto con Rousseau e con le dottrine democratiche e rivoluzionarie della fine del Set tecento e dei primi anni dell ’ 800. M. accede all ’ idea secondo la quale il sistema di Helvétius sarebbe un socialismo imperfetta mente svolto a patto però che ci si intenda sul tipo di socialismo al quale deve essere assimilato. Plechanov ad esempio nei suoi Essais sur l ’ histoire du matérialisme (d ’ Holbach, Helvétius, Marx) del 1895 non coglierebbe nel segno quando fa di d ’ Hol bach e di Helvétius i precursori di Marx; più calzante secondo M. un accostamento del “ socialismo ” di Helvétius con quello di Mably, di Babeuf, di Owen e di quanti si ispirarono alle conse guenze introdotte dal nuovo modo di produzione e dall ’ uso del la macchina, quel socialismo appunto che Marx nel Manifesto ha definito utopistico 24 . Ma M. apre anche il capitolo del con fronto fra Helvétius e gli sviluppi successivi dell ’ etica utilitari sta e non c ’ è dubbio che, eccezion fatta per Mill teorico insupe rabile della libertà ma tenace assertore dei diritti dell ’ individuo contro la società e contro lo Stato, le soluzioni proposte da Comte, da Spencer e dai loro epigoni italiani non sembravano attingere ai livelli raggiunti da quel sistema aperto di cui si è ap pena parlato. Non da Comte che opera una sottomissione del libero esame dello spirito critico e della morale a un potere spi rituale modellato su quello della chiesa riformata; non da Spen cer che, dimentico della differenza che passa tra un potere asso luto e irresponsabile e uno inteso quale emanazione diretta del la collettività sociale, critica ogni tendenza socialista fino a confonderla con l ’ azione crescente dello Stato il quale, a suo avviso, frenava l ’ attività e l ’ iniziativa individuale 25 * . c) Teoria del contratto e socialismo: verso un modello di socie tà libera e giusta. Avviato alla conclusione il confronto con la morale utilita ria e con taluni orientamenti del positivismo, M. prosegue la sua ricerca in ordine ai rapporti tra la sfera della moralità, quella del diritto e quella della politica, convinto della possibi lità di conciliare elementi di sistemi filosofici che avevano se guito linee di sviluppo distinte e talora anche divergenti. Non si

24 V. la conclusione del citato volu me mondolfiano sulla morale di Hel vétius. 25 La conclusione alla quale giunge lo studio sull ’ Helvétius può contri buire al chiarimento ulteriore del giu dizio circa il positivismo e l ’ indivi dualismo che M. si va costruendo. Particolarmente severo si fa in questi

anni il giudizio nei confronti dei pre supposti etici e delle conseguenti po sizioni giuridico-politiche di Comte, di Spencer e dei loro seguaci italiani; diversa l ’ opinione manifestata nei confronti di Mill che però fra gli au tori proposti nella conclusione appa re il meno approfondito.

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