Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

lotta economica quella politica, lo sviluppo del capitalismo aveva operato una divaricazione tra Terzo e Quarto Stato dan do luogo all ’ aspro confronto delle classi. E tuttavia ben altri erano ancora gli elementi storici e quelli speculativi da mettere in campo per intendere il quadro complessivo dal quale nasce va la novità che proponeva il Manifesto. Al di là delle critiche mal formulate o delle interpretazioni frettolose, il contrasto sulla continuità nascondeva una divergenza sostanziale sui con cetti della personalità e della proprietà. Rispondeva al vero la posizione secondo la quale il giusnaturalismo riaffermava i di ritti dell ’ individuo ivi compresa la proprietà privata, mentre il socialismo si pronunciava per il collettivismo contro i diritti dell ’ individuo e contro la proprietà privata? Questo, sia pure nella sua rozza formulazione, sembrava il nodo da sciogliere, l ’ ostacolo da superare prima di potere formulare ogni possibile risposta circa la continuità e il rapporto tra diritto di natura e comuniSmo. Si trattava di verificare se effettivamente quella corrente che nella scuola del diritto naturale si richiamava alla Dichiarazione inclinasse davvero verso una interpretazione di carattere individualistico, come d ’ altra parte se tutte le dottrine filosofiche ispirate al comuniSmo giuridico e al comuniSmo cri tico si ponevano in una opposizione tale con le teorie del diritto naturale da imporre la negazione e la soppressione di ogni dirit to intrinseco all ’ individuo di fronte alla collettività. L ’ una come l ’ altra sembravano a M. interpretazioni parziali e riduttive che svolgevano imperfettamente e con forti limitazioni sia le pre messe della Dichiarazione sia quelle del comuniSmo critico. Nel significato etico-giuridico che gli conferiva la scuola del di ritto naturale, “ la personalità è la rispondenza a norme ed esi genze di carattere universale, che non possono variare da indi viduo a individuo; ma rappresentano lo svolgimento necessario del concetto di uomo che è sì persona morale e soggetto di dirit ti naturali, ma che è anche, e direi in primo luogo, essere socia le ” 31 . Il problema si apriva dunque più sul versante della scuola del diritto naturale che su quello del comuniSmo. Quale rap porto si poneva allora tra il diritto di natura e l ’ essenza sociale dell ’ uomo? Aveva ragione il Del Vecchio ad insistere nel consi derare il primo antecedente e fondante rispetto a ogni rapporto sociale? M., che nella fase più acuta della critica alla morale utilitaria aveva seguito quella soluzione del problema, sembra va ora più propenso a imboccare la strada indicata da Hegel quando sottolineava l ’ equivocità dell ’ uso dell ’ espressione “ di ritto di natura ” , che talora era stato inteso quale realtà imme diata di natura, tal ’ altra quale termine di aspirazione ideale. L ’ equivoco, sosteneva M. con Hegel, non si risolveva sceglien do in favore dell ’ una o dell ’ altra posizione in quanto il diritto di natura è una determinazione razionale, è concetto che si fonda sulla personalità e per questo esige la società come condizione stessa della propria realtà. E questo per due ordini di motivi: in

31 Tra il diritto cit., p. 8.

52

Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease