Problemi della transizione 1982
Un caso da riaprire
primo luogo nel diritto naturale è implicita la nozione di valore che in campo etico come pure in quello giuridico si riduce a pu ra astrazione in assenza della vita sociale; in secondo luogo del la stessa “ posizione logica del diritto fa parte la bilateralità o re ciprocità, sicché il criterio giuridico diventa applicabile solo nella coordinazione etica tra gli uomini, che non è semplice condizione storica del suo apparire nel tempo, ma condizione essenziale della stessa compatibilità della nozione di diritto ” 32 . Il diritto di natura così interpretato si fa per M. idea architetto nica della società umana, rappresenta le esigenze razionali della vita sociale, esprime gli elementi e le condizioni per cui la vita sociale può conferire valore morale alla personalità. Dunque quando entro la scuola del diritto naturale si opera la distinzio ne tra individuo e collettività, che del resto è essa stessa condi zione del concetto concreto di entrambe, si afferma che la real tà concreta dell ’ uomo consiste nel suo essere sociale. La legge universale che non può scaturire dall ’ individuo per se stesso, né da una sua semplice relazione di somiglianza con gli altri indi vidui, si fonda dunque su un rapporto di azione reciproca per cui, conclude M., “ l ’ individuo si trova legato in vincolo d ’ orga nismo con i suoi simili; non atomo, ma cellula nella costituzio ne della vita sociale ” 33 . La possibilità di integrazione e di un rapporto di compatibi lità tra la tendenza del diritto naturale che si richiama alla Di chiarazione e il comuniSmo critico su questo tema è ampia e si cura. Vicinanza e compatibilità dimostrata anche dal recente ritorno a Kant, la cui morale razionalistica non poteva essere considerata in alcun modo viziata da individualismo, di alcune importanti dottrine socialiste quali quella di Engels, di Bern- stein, di Vorlànder 34 . Del resto, entro il nucleo originario stes so del comuniSmo critico, la VI Glossa a Feuerbach ( “ non v ’ ha essenza umana, quasi un astratto inerente all ’ individuo partico lare. Nella sua realtà essa non è che l ’ insieme delle relazioni so ciali) ” 35 non aveva forse consentito a Marx di esprimere una esigenza viva, ma rimasta implicita nell ’ apparato teorico del di ritto naturale? Dunque il diritto naturale e il socialismo nel concetto di personalità “ confluiscono e si compenetrano ” 36 .
32 Ibid., pp. 14-15. 33 Ibid., p. 19.
nel dibattito politico del tempo sta a dimostrarlo anche un articolo di Pan filo Gentile dal titolo L ’ unità e il so cialismo , apparso su “ L ’ Unità ” di Sal vemini nel 1913. “ Il Bernstein in Ger mania, scriveva, lo Jaurès in Francia, Rodolfo Mondolfo in Italia... hanno dal punto di vista filosofico reso chia ro che il socialismo non va prospetta to come una filosofia della storia, ma come una dottrina etico-giuridica e che perciò i principi comunisti non debbono fare altro che fungere, per esprimersi in termini kantiani, da idee della ragion pratica ” . 35 Ibid., p. 21. 36 Ibid., p. 22. Analoga, sottolinea il M., è la tesi sostenuta e dimostrata dal Vidari nell ’ op. cit., pp. 389-391.
34 Ibid., p. 21. Parecchio vi sarebbe da dire sul rapporto tra Mondolfo e il kantismo italiano; per limitarci al rapporto o meglio al nesso tra kanti smo e socialismo M. aveva davanti a sé per un verso gli spunti di Vidari e del Masci, per l ’ altro i suggerimenti di Labriola e gli studi del giovane A. Poggi che nel 1904 pubblicava un opuscolo dal titolo La questione mo rale nel socialismo. Kant e il sociali smo. E il tema doveva tornare d ’ at tualità nella letteratura socialista del primo dopoguerra, soprattutto dopo la rivoluzione bolscevica, per merito dello stesso Poggi e di A. Baratono che di Mondolfo riprendevano i temi centrali. Che questo rapporto fosse stato colto
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