Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

d) L'ostacolo della proprietà Analogo rigore era necessario nell ’ affrontare l ’ altro argo mento che era stato all ’ origine di divisioni ancora più profonde e inconciliabili: la proprietà. L ’ analisi di M. procede da due ipotesi di lavoro; la prima: che la proprietà, a patto che venga intesa come integrità della persona morale, non genera con traddizioni o rotture tra la Dichiarazione e il Manifesto-, la se conda: che il Manifesto, se per un verso esprime una concezio ne realistica della storia e una interpretazione economica dell ’ evoluzione sociale, per l ’ altro contiene, a livello implicito, una filosofia del diritto centrata sulle idee di uguaglianza e di giustizia. Locke, Montesquieu, Rousseau, la Dichiarazione dei diritti, ed era indispensabile in questo chiarimento dottrinario riandare alle fonti, hanno mostrato come entro la teoria del di ritto naturale la proprietà non possa essere intesa come concet to a se stante ma vada posta in un rapporto di compatibilità e di armonia con gli altri concetti fondamentali, vale a dire con quello della personalità, con quello della libertà, con quello dell ’ eguaglianza giuridica. Locke e Rousseau, secondo M., coe renti con i principi di libertà e d ’ uguaglianza, non avrebbero potuto convenire su un concetto di proprietà inteso quale pie tra angolare delle distinzioni sociali, la proprietà una volta af fermata come diritto naturale non poteva entrare in contrasto con l ’ uguaglianza e trovarsi in piena armonia con la libertà. Il Locke ha costantemente cercato questo rapporto di compatibi lità tra la proprietà e gli elementi necessari del suo sistema, ma ha anche posto nel lavoro il principio di legittimazione della proprietà privata. Non sono le convenzioni e neppure il Con tratto a determinare il rapporto di proprietà tra gli uomini; si tratta per l ’ uomo di trovare in sé qualche elemento capace di modificare la condizione di indifferenza in cui naturalmente tutti si trovano nei confronti del diritto di proprietà e d ’ uso de gli oggetti; questa capacità gli deriva da un elemento etico giuridico: dal concetto di personalità. Dunque ogni uomo, al di là delle cose comuni, gode della proprietà sulla sua persona e tutto ciò che ne è estrinsecazione gli appartiene per diritto natu rale; ne deriva che la proprietà stessa trova due principi di legit timazione: uno fisiologico che crea il diritto generico ai mezzi di sussistenza, l ’ altro morale che crea il diritto particolare dell ’ uomo 37 . Ma se Locke ha colto bene il problema dell ’ origi ne e della legittimazione della proprietà, non ha posto distin zione alcuna tra i mezzi di consumo e i mezzi della produzione e inoltre ha trascurato il problema dell ’ accumulazione. Svani scono in tal modo i germi di socialismo presenti nella sua filo sofia? Hanno ragione dunque quelle interpretazioni che accen tuano il carattere individualistico delle sue teorie? Si fa più pro blematico e difficile il rapporto tra diritto di natura e comuni Smo? Prima di sciogliere i quesiti M. pensa di dover chiamare

37 La filosofia della proprietà cit.

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