Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
l ’ integrità, l ’ amore per la verità, l ’ individualismo più deciso hanno altrettante possibilità di svilupparsi nelle comunità più repressive che in quelle più tolleranti. Libertà e crescita del ge nio umano non sembrano essere correlate, per quanto siano en trambe desiderabili. (Non si può dire che la tolleranza nei con fronti degli Ebrei sia stata particolarmente diffusa, eppure sem bra che Marx, Freud, Einstein, Popper e altri abbiano svilup pato piuttosto bene le loro doti). Certo le condizioni ottimali per la crescita della conoscen za scientifica sembrano consistere in una certa assenza di vinco li esterni e di imposizioni, ad esempio di natura politica, che possano turbare il confronto serrato sul terreno propriamente scientifico tra programmi rivali. In questo senso la libertà della ricerca, nel senso in cui Stuart Mill intendeva l ’ espressione, è effettivamente l ’ unica garanzia, ammesso che ne esista una, del suo sviluppo 6 . Tuttavia solo metaforicamente la società nel suo insieme può essere considerata alla stregua della comunità scientifica. Quest ’ ultima presenta certamente degli aspetti assai interessanti per il filosofo morale, se non altro perché effettiva mente al suo interno sembra valere una certa libertà e una certa uguaglianza, un certo equilibrio tra le ragioni della conserva zione e quelle dell ’ innovazione e certamente non si tratta di un risultato fortuito, bensì piuttosto del prodotto di una regola mentazione accuratamente perfezionata nel corso dei secoli. Ma per poter prendere sul serio la metafora della società come comunità scientifica è assolutamente necessario che venga pre liminarmente chiarito quali siano i correlati sociali dei con cetti di “ progresso ” , di “ confronto tra programmi di ricerca contrapposti ” , di “ vincoli esterni ” etc. etc. che una scuola epi stemologica ha recentemente impiegato per concettualizzare il fenomeno dello sviluppo scientifico. In assenza di ciò le esorta zioni di Paul Feyerabend ad una generale tolleranza nella com petizione rimangono generose ed edificanti ma quanto meno inservibili per la soluzione del problema della giustizia sociale, del problema cioè di come ripartire, con quali criteri, dei beni scarsi. (Naturalmente, il suo problema non è affatto quello del la giustizia sociale, e anche quello molto più limitato, ma ana logo, di individuare dei criteri per una distribuzione razionale delle risorse disponibili per la ricerca tra i vari programmi scientifici, dubito che ammetta per lui alcuna soluzione, vista l ’ impossibilità di valutare le promesse di successo di qualunque programma). Un ’ altra difficoltà (I. Berlin) è data dal fatto che l ’ utilitari smo sembra del tutto compatibile con qualche forma di auto crazia: non c ’ è nulla in esso che imponga la democrazia e l ’ au togoverno (almeno nella forma classica). E strettamente con nessa a questa è un ’ altra questione cruciale, che considererò più oltre: l ’ immagine della società giusta, quale viene tracciata dall ’ utilitarismo, anche nella sua versione più aggiornata, è un ’ immagine fortemente centrata.
6 Su questi temi hanno insistito G. Giorello e M. Mondadori nell ’ intro duzione al saggio di Mill, Sulla Liber tà, Il Saggiatore, Milano, 1980.
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