Problemi della transizione 1982
Contrattualismo e utilitarismo
nere è probabilmente presente in qualche forma nello storici smo: se accade ciò che deve accadere, ad esempio sulla base dei rapporti di forza esistenti tra le parti, è “ giusto ” semplicemente il comportamento di chi, prendendo atto delle tendenze esisten ti, si limita ad affrettare il corso della storia. Non so dire se questo realismo sia compatibile con la prospettiva adottata qui (si potrebbe sostenere che lo è) o se invece la renda compieta- mente vana. La questione è indubbiamente interessante, ma troppo difficile a mio avviso per poterla trattare esauriente mente in questa sede. In vista di queste difficoltà della concezione contrattualista, riprende interesse la possibilità di costruire una nuova versione dell ’ utilitarismo. Quando un individuo debba scegliere tra due sistemi sociali — ad esempio capitalismo e socialismo — è probabile che il suo ragionamento sia di questo tipo: “ So che col capitalismo, che è la situazione attuale, io sono ricco, padrone di un ’ azienda, in fluente, e probabilmente rimarrò tale a meno di un fallimento, mentre in seguito ad una rivoluzione socialista io, la mia fami glia, i miei amici, etc. ci troveremmo forse in condizioni molto meno floride e perderemo prerogative economiche e politiche di cui attualmente godiamo. Dunque preferisco il capitalismo ” . Oppure inversamente: “ Ho qualcosa da perdere da una rivolu zione socialista ma ho probabilmente qualcosa di più da guada gnare. Dunque preferisco il socialismo ” . Ragionamenti del genere, e le loro varianti, stabiliscono una preferenza sulla base di un calcolo di utilità, ma non si ba sano sul principio del minimax. Piuttosto, si considerano tutte le possibili conseguenze di ciascuna delle nostre scelte (indican do con “ A ” , “ B ” , ... le scelte nostre, le loro conseguenze saran- no A,, ..., A,, ..., A„; B,, ..., B y , ..., B m ; ...) e l ’ utilità che ciascu na di esse ha per noi (U(A,-)). Se siamo in grado di associare a ciascun esito un certo valore di probabilità, anche solo di pro babilità soggettiva, possiamo considerare il valore atteso di uti lità di ciascuna scelta: U(A) = Ep, U(A<), e cercare di massi mizzarlo. Scegliamo cioè quella strategia per cui tale funzione ha il valore massimo (massimizzazione dell ’ utilità attesa). La forza del ragionamento precedente, e del principio di massimizzazione dell ’ utilità attesa che esemplifica, sta in que sto: che è l ’ unico metodo di scelta che sia compatibile con dei principi di razionalità almeno a prima vista indubitabili. Se sia mo razionali, nel senso che accettiamo questi principi, non pos siamo fare a meno di scegliere (che lo sappiamo o no, che cono sciamo o no la matematica) come se seguissimo consapevol mente il principio della massimizzazione dell ’ utilità attesa, pro prio come una palla da biliardo non può fare a meno di obbedi re alle leggi della meccanica secondo il ben noto esempio di Friedman e Savage. Tali principi di razionalità sono di questo tipo: 1) Chi sceglie razionalmente ha un sistema di preferenze coerente (ad esempio, se preferisce A a B e B a C, allora preferi sce A a C). 2) Date due lotterie, quella di Agnano con 100.000 bigliet ti a 1.000 lire l ’ uno e un premio di 50 milioni, e quella di Pa- gnano con 100.000 biglietti a 1.000 lire e 70 milioni di premio,
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