Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

zando cioè il piacere. Nell ’ ottica contrattualistica, invece, indi viduo e società sono descritti in modi del tutto diversi: è possi bile che il singolo agisca in modo da massimizzare la propria soddisfazione, ma lo stesso non può valere per lo stato. Quest ’ ultimo infatti è rappresentabile come una sorta di merca to politico in cui si scambiano diritti; poiché i fini individuali possono essere incommensurabili, esistono zone di conflitto fra individui, esiste il conflitto sociale ma anche la possibilità della cooperazione. Il problema del contrattualismo consiste nello stabilire i termini di questa cooperazione e proprio in questo senso non è possibile concepire — in tale prospettiva — alcuna forma di decisione o scelta collettiva che aggreghi in qualche modo ciò che per definizione non è comparabile. La distinzione che abbiamo fin qui enfatizzato fra utilitari smo e contrattualismo si riduce grandemente se introduciamo un nuovo concetto, l ’ equità, nel definire la contrattazione ini ziale. Possiamo illustrare brevemente questo cambiamento di prospettiva usando la teoria dei giochi come esempio. Un gioco di puro coordinamento è tale in quanto ogni gio catore condivide con gli altri gli stessi obiettivi. In questa con dizione, si può dire che l ’ interesse di ciascuno corrisponde per fettamente all ’ interesse degli altri 5 . L ’ opposto di questo tipo di gioco è un gioco a somma zero, la cui caratteristica consiste nel fatto che gli interessi sono diametralmente opposti. La somma dei guadagni netti è zero, perché la vincita di qualcuno com porta la perdita di qualcun altro. I giochi di coordinamento so no anche identificati con giochi di pura produzione, quelli a somma zero con giochi di pura redistribuzione. I giochi di contrattazione stanno a metà fra i due: i giocato ri hanno interessi diversi ma non del tutto opposti, la coopera zione è vantaggiosa per tutti, ma lo è in proporzioni diverse, a seconda di come viene distribuito il sovrappiù, che è appunto il frutto della cooperazione fra i giocatori. In questo caso quindi gli interessi non convergono perfettamente. In un gioco, definiamo equilibrio quella situazione in cui ogni giocatore si trova ad un punto di massimo rispetto agli obiettivi che si è posto, in cui quindi la funzione-obiettivo di ogni giocatore è massimizzata. In equilibrio, nessuno desidera rivedere le proprie mosse, in quanto non è più possibile avanza re ulteriormente i propri obiettivi, dato il comportamento degli altri giocatori. Nei giochi a somma zero ed in quelli di contrat tazione, gli obiettivi sono diversi per diversi individui. Ne con segue che, in tali giochi, un equilibrio è un massimo simulta neo, ma non un massimo di gruppo. Nel secondo caso, infatti, è necessario che i giocatori perseguano un fine comune; nel pri mo, i giocatori sono in concorrenza per appropriarsi di risorse

Il concetto di Equità

5 Una buona trattazione non mate matica di questi giochi si trova in T.C. S chelling , Thè Strategy of Conflict, Cambridge, Mass., 1960, capitolo 4.

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