Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Tessati, come individui che pensano se stessi “ in società ” . (In fi losofia morale occorre avere molta familiarità con esercizi mentali di questo tipo e una buona disposizione a immaginare modi alternativi di vivere). Un ’ etica contrattualista come pietra di paragone per la politica coincide con un insieme coerente di giustificazioni e di argomentazioni a favore di scelte, basate su ciò che ho proposto di chiamare uno schema di ingresso volon tario in società. Si può in questo modo giungere al problema di una giustifi cazione dell ’ assetto base di una società o, in altri termini, al problema di una società giusta. È chiaro, naturalmente, che una società è in questa prospettiva giusta in quanto risulti giu stificabile per gli individui o i gruppi che la compongono. 2. Nel mio ultimo libro, La società giusta, ho richiamato l ’ attenzione sulla classica e influente opera di John Rawls, A Theory of Justice (1971). Essa costituisce, infatti, un comples so tentativo di riformulazione e generalizzazione della tradizio ne contrattualista (in polemica con la tradizione utilitarista, largamente dominante nella letteratura di lingua inglese). Rawls ha proposto una teoria contrattualista della giustizia so ciale. L ’ idea centrale della teoria di Rawls è quella di identifica re principi di equità per la distribuzione degli oneri e dei benefi ci della cooperazione sociale tra gli individui e i gruppi differen ti che vi partecipano. I principi coincidono con criteri alla luce dei quali valutare l ’ assetto delle istituzioni fondamentali della società. Assetti differenti si possono concettualizzare come differen ti combinazioni o arrangiamenti delle principali istituzioni po litiche e economiche, proprie di una società moderna. I principi di giustizia sono quelli che ci consentono di ritenere giusto (giu stificabile) un assetto piuttosto che un altro. Ora, in che senso i criteri di giustificazione (come direbbe Habermas) “ risentono dello ” (e dipendono dallo) approccio contrattualista? La prospettiva contrattualista, in una teoria della giustizia sociale, pone un particolare accento sulla plurali tà dei gruppi che compongono una società moderna, a tradizio ne democratica e industrialmente avanzata (a scarsità modera ta). Proprio per l ’ enfasi posta su questa pluralità, la prospettiva contrattualista sottolinea come i termini base di una società giusta dipendano dall ’ ingresso volontario in società da parte di individui e gruppi differenti, dotati di interessi, bisogni, deside ri, concezioni del bene divergenti e spesso confliggenti. La sfida di Rousseau è raccolta, a proposito della “ carta ” di società giu sta. Aveva osservato l ’ autore del Contratto sociale che una so cietà non può esistere senza un qualche elemento comune a parti tra loro essenzialmente distinte. Un ’ etica contrattualista, applicata al problema della giustizia sociale, deve perciò identi ficare uno schema che sia (o possa essere) esito di una scelta unanime da parte di individui e gruppi differenti. Nessun asset to di istituzioni è giustificabile, indipendentemente dallo sche ma di ingresso volontario da parte di tutti. Il ragionamento morale, come dicevo, deve ricorrere all ’ im maginazione. Bisogna saper fare esempi efficaci e impegnarsi in esercizi concettuali: l ’ esperimento mentale per generare princi pi di valutazione (giustificazione) di un assetto di istituzioni consiste nel chiedersi se esso coincida o no con quello che sa-
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