Problemi della transizione 1984
La liberazione dell ’ umanità
costrizione (necessità) più che l ’ autorità a rappresentare l ’ opposto della li bertà. L ’ autorità rimane tuttavia il principale oggetto della critica di Marx anche se con diverse modalità. In primo luogo, il ruolo delle varie autorità è ora spiegato in base alla costrizione o alla necessità; le prime diventano espressio ne dei secondi. In secondo luogo, e questo non è meno importante, assegna al capitalismo un ruolo storico di portata universale. Il capitalismo, così af ferma dal Manifesto del Partito Comunista in poi, ha già smantellato le au torità tradizionali, i codici ’ normativi e i sistemi di credenze che avevano reso schiava l ’ umanità in tutti i «modi pre-capitalistici di produzione». Sono già stati superati ostacoli formidabili per la liberazione umana, la costrizione ap pare in forma nuda come costrizione economica. Il capitalismo ha così indi cato la via per il comuniSmo non solo sviluppando le forze produttive dell ’ industria, precondizione assoluta per l ’ abbondanza, ma anche distrug gendo il potere della tradizione e l ’ autorità normativa. La famiglia e la religione, le istituzioni dell ’ autorità normativa sono ora messe in crisi. Sono queste due realizzazioni che fanno del capitalismo un modo di produzione moderno, un sistema sociale moderno nei confronti di tutti i sistemi precapitalistici, ovvero premoderni. Marx è quindi il più leale erede dell ’ Illuminismo di cui condivide, con quasi uguale dogmatica con vinzione, tutti i valori, anche se non tutte le illusioni. Per iniziare, Marx esclude la conoscenza scientifica, e la scienza in generale, dall ’ elenco delle autorità eteronome che rendono l ’ uomo schiavo. La scienza non compare mai fra le componenti della sovrastruttura ideologica; Marx si riferisce piut tosto ad essa in quanto «intelletto generale». L ’ «intelletto generale» è una «forza umana» intrinseca associata all ’ autonomia, ovvero alla libertà, anziché all ’ eteronomia, alla costrizione o alla mancanza di volontà. Marx non ha mai preso neppure in considerazione la possibilità che la scienza potesse diventa re un'«ideologia» e ancor meno l ’ ideologia dominante. Poiché riteneva che l ’ autorità che comprime lo sviluppo individuale è sempre non-razionale e normativa, non poteva immaginare che un corpo di conoscenze che è razionale e che non riconosce alcuna norma potesse servire come veicolo per l ’ istituzione di una nuova autorità. Marx aveva pienamente coscienza del fatto che lo sviluppo della scienza moderna contribuiva al «di sincantamento del mondo» e applaudiva senza riserve a questo disincanta mento. Il disincantamento è la precondizione della libertà, la promessa di una fu tura umanità adulta. Il tentativo di Marx di formulare una dialettica della modernità non è in alcun modo riducibile ad una «dialettica dell ’ Illumini smo». Mentre questa individua una contraddizione all ’ interno del corpo di dottrine dell ’ Illuminismo, Marx pensa invece di mettere in luce la contrad dizione fra il corpo di dottrine e di credenze e le dinamiche del modo di pro duzione capitalistico. Inoltre considerava il corpo della dottrina dell ’ Illumi nismo, e il suo valore centrale, la libertà, come anti-normativo per sua natu ra. Ne discendono due conclusioni. In primo luogo manca la sensibilità per le poche istanze normative che, nonostante la lettura antinormativa che Marx fa dell ’ epoca, sono state in verità formulate durante l ’ illuminismo; in particolare le norme relative all ’ istituzionalizzazione della democrazia. Que sta è la ragione per cui il concetto democratico di libertà, che è un concetto politico, non entra neppure nel suo orizzonte teorico. Questo fatto attesta da solo la vicinanza del concetto marxiano di libertà rispetto all ’ interpretazione
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