Problemi della transizione 1984
Socialismo e riformismo
fica del Ravennate: e qui, nel marzo 1901, dava no vita alla Federazione provinciale delle leghe, che sul finire dell ’ anno contava 7.426 iscritti, il 42 per cento del bracciantato locale 68 9 . Come gra do di sindacalizzazione, quindi, non era dissimi le dalle potenti consorelle dell ’ area di prevalente bracciantato: si discostava invece per la linea me no incisiva sul piano sociale, orientata piuttosto a condurre la battaglia per l ’ occupazione con il sostegno delle cooperative. D ’ altronde, proprio a Ravenna sorgeva nel 1884 la straordinaria Asso ciazione degli operai braccianti, che trovava in Nullo Baldini un dirigente con tempra di grande capitano di industria, le cui audaci iniziative sor prendevano e, non di rado, sconcertavano l ’ am biente socialista. Nelle altre parti l ’ organizzazione degli avven tizi risentiva della scarsa consistenza e della di spersione della categoria. A Imola, essi erano in quadrati come sezione della Camera del lavo ro 70 . Nel Cesenate, esisteva un piccolo organi smo con 1.555 iscritti, federato coh la corrispon dente associazione mezzadrile 71 . A Forlì, infine, i coloni, rilevava Antonio Zambianchi al con gresso costitutivo della Federterra, «sentirono il bisogno di essere aiutati dai braccianti per evita re la loro concorrenza; e allora favorirono l ’ orga nizzazione dei braccianti» 72 . Nei mezzadri, co me già noto, predominava l ’ influenza mazzinia na e si affermavano le fratellanze. Dalla confluenza delle due categorie con le ri spettive forme associative sorgeva, nel novembre 1901, la Federazione romagnola dei lavoratori della terra 73 , una specie di Camera del lavoro agricola, piuttosto che un organismo di tipo pro fessionale. La giustapposizione di strutture diffe renziate negli interessi rappresentati e nel riferi mento ideologico e la necessità di appianare i contrasti fra mezzadri e braccianti richiedevano un efficiente coordinamento e, soprattutto, un ’ impostazione in cui ricondurre le singole ri vendicazioni. Il problema era, però, risolto sul piano delle concessioni reciproche con la media zione degli organismi camerali, dei partiti, delle
stesse amministrazioni comunali rette dalle forze popolari. Si determinava così una compenetra zione tra momento politico e momento sindaca le, che certamente contribuiva all ’ unità e alla ca pacità di manovra del movimento. Tuttavia, un ’ attività mediatrice, esaurita nella composi zione statica delle divergenze senza una prospet tiva dinamica aveva in grembo i germi di acuti contrasti. Questi, infatti, non mancavano di esplodere con l ’ affermazione socialista al con gresso costitutivo della Federterra, che provocava la secessione dei coloni repubblicani. Grazie alle lotte in comune tra braccianti e mezzadri tra il 1903 e il 1905 e all ’ accorta azione di Gaetano Zi- rardini, l ’ unità si ricostituiva al II congresso ro magnolo dei lavoratori della terra 74 . Ma l ’ assise non superava i limiti dell ’ intesa precedente: e i contrasti non tardavano a riaccendersi fino alla drammatica frattura del 1910 sulla questione delle macchine trebbiatrici. Nelle altre province le soluzioni rappresenta vano un compromesso fra diversi modelli. A Par ma, la Federazione delle leghe, che debuttava nel luglio 1901, mostrava una certa caratterizza zione bracciantile, corretta però dall ’ apertura ai mezzadri e dall ’ adesione alla Camera del lavo ro 75 . Nel Modenese, la spinta associativa scaturi va dalla Bassa e si traduceva nella formazione di un organismo circondariale a Mirandola, che qualificava i suoi compiti in funzione esclusiva della tutela degli interessi professionali degli av ventizi e rifiutava di inserirsi nell ’ istanza came rale del capoluogo 76 . Il suo indirizzo veniva però contestato all ’ interno dalle leghe di Finale Emi lia, che propendevano per l ’ esperienza reggia na 77 ; e all ’ esterno da quelle di Carpi 78 . Paradossalmente, Bologna risultava l ’ ultima a darsi un assetto provinciale per il ritardo provo cato dalla lunga contrapposizione tra l ’ area brac ciantile, guidata dalla combattiva Molinella, e il resto. Nel settembre 1901, la proposta avanzata al congresso socialista di istituire un organismo contadino ispirato congiuntamente alla resisten za e alla cooperazione, veniva seccamente defini
68 S ocietà U manitaria , La disoccu pazione del basso emiliano. Inchiesta diretta nelle province di Ferrara, Bolo gna e Ravenna, Milano 1904, p. 181. 69 Nei circondari di Ravenna e Lugo i braccianti erano rispettivamente 10.268 e 7.330 (Censimento 1901, III, pp. 323 e 485). " V. l ’ intervento di Cassani di Imola al congresso costitutivo della Federterra in Resoconto stenografico del primo congresso, cit., p. 102. 71 «La Parola dei socialisti», Ravenna
16 novembre 1901. 72 Resoconto stenografico del primo congresso, cit., p. 21. 73 «La Parola dei socialisti», Ravenna 16 novembre 1901. 74 Ivi, Ravenna 1 aprile 1905 e «La Li bertà», Ravenna 1 aprile 1905. 75 «L ’ idea», Parma 27 luglio 1901. 76 «Il Domani», Modena 18 maggio 1901. 77 Ivi, Modena 8 giugno 1901. 78 Ivi, Modena 23 novembre 1901.
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