Problemi della transizione 1984
Socialismo e liberalismo
bensì è «solo un ’ ideologia... anche quando è sembrato che fosse al livello dei tempi e degli sviluppi reali» 17 . Anche Bedeschi, in una serie di saggi, vuol di mostrare la dimensione esclusivamente ideologi ca della concezione marxiana. L ’ autore muove — secondo una vecchia linea argomentativa — dalla inattendibilità della teoria del valore- lavoro e della connessa analisi della merce, e col loca nell ’ ambito degli sviluppi dell ’ hegelismo il pensiero di Marx. Tra Marx ed Hegel, a suo pare re, le affinità sono molteplici e tra le loro opere vi sono «categorie e... strutture dialettiche co muni» 18 . Per Bedeschi, l ’ ideologismo marxiano è manifesto sino dai momenti di partenza della critica all ’ economia politica. Marx, infatti, non capirebbe la dimensione fattuale della produzio ne e della circolazione capitalistiche, essendo la sua indagine viziata ab origine dall ’ assunto filo sofico «del carattere alienato o reificato dei rap porti sociali di produzione» 19 . La non scientificità di tale impostazione si evidenziereb be con chiarezza nella nozione di merce. Ora, poiché essa è per Marx «la cellula dell ’ articolazio ne sociale capitalistica» e poiché è l ’ incarnazione dell ’ unità contraddittoria dell ’ elemento astratto e dell ’ elemento determinato — il valore d ’ uso e il valore di scambio — anche la società capitali stica risulta essere un ’ unità contraddittoria. Su tale modo di procedere — ad avviso di Bedeschi di tipo astrattamente filosofico — pesano le cate gorie concettuali di Hegel, «teorico per eccellen za della contraddizione» 20 . Lo stesso linguaggio di Marx risentirebbe profondamente di quello hegeliano e l ’ uso di nozioni come «essere» ed «essenza» dimostrerebbero l ’ influenza non estrinseca esercitata da Hegel 21 . Se poi si esami na la visione marxiana del lavoro non si può non rilevarne l ’ hegeliana struttura argomentativa. Per Marx, afferma Bedeschi, il lavoro riveste una dimensione «universale», è «totalità» che per mette all ’ uomo di acquisire se stesso nella pro pria «onnilateralità» 22 . In questo senso, Marx,
conformemente ad Hegel, giunge ad elaborare «un concetto ontologico-metafisico del lavoro» 23 e per tal motivo non può accettare la divisione nell ’ attività produttiva, la sua «frantumazione e parcellizzazione» proprie della società borghese: «Nella valutazione della divisione del lavoro, Hegel e Marx mostrano una convergenza assai si gnificativa» 24 . Considerazioni di tale tipo sembrano sempli ficare notevolmente il pensiero marxiano. Non si intende qui fornire la «giusta» lettura di Marx e neppure esaminare le convergenze e le divergen ze tra concezione hegeliana e marxiana. Non si può, però, non avvertire una certa sorpresa per le tesi interpretative proposte da Bedeschi, che af fermano una corrispondenza sostanziale tra posi zioni hegeliane e posizioni marxiane. È implicito che, poiché la costruzione hegeliana è «metafisi ca» e poiché Marx ricalca tale costruzione, Marx pensa in maniera metafisica. Di conseguenza, l ’ analisi che egli compie della società capitalisti ca, essendo viziata da un «ontologismo» fonda mentale, non è scientifica. In un altro articolo 25 , l ’ autore applica la pro pria impostazione nell ’ esame del concetto di li bertà in Marx e nella tradizione liberaldemocra- tica: «La libertà moderna o liberal-democratica è profondamente e qualitativamente diversa dall ’ idea marxiana di libertà: essendo la prima fondata sull ’ autonomia e sull ’ indipendenza dei singoli, e la seconda, invece, su un organicismo intransigente... Non c ’ è dubbio, a mio avviso, che sul carattere organico e totale della concezio ne di Marx ha influito notevolmente e durevol mente la riflessione politica di Hegel: in primo luogo la sua concezione critica della “ società civi le ” o “ società borghese ” »26 . Un elemento che proverebbe la sostanziale omogeneità tra i due pensatori sarebbe costituito dalla comune critica alla rivoluzione francese, della quale entrambi contestano il carattere formale 27 . Ora, senza vo ler entrare nel merito dell ’ atteggiamento hege liano nei confronti della rivoluzione francese —
17 LUCIO COLLETTI, La crisi del marxi smo. cit. , p. 59. 18 G iuseppe B edeschi , Marx, Hegel e la teoria del valore, in MO, 1978, 4, p. 57. 21 «Ritornano, nell ’ analisi di Marx, molte delle categorie e delle strutture dialettiche della logica di Hegel»; ne consegue che «l ’ analisi marxiana della merce e la connessa teoria del valore so no... costruite interamente con catego rie filosofiche», lbid. , p. 58. 19 lbid. , p. 54. 20 ZW.,p. 57.
22 ID., Marx e la divisione del lavoro. in MO, 1979, 3, p. 111 ’ . In Hegel, infatti, «il lavoro non è un concetto che possa essere astratto e rica vato dai singoli lavori, ma deve essere compiuto in quanto tale, in quanto la voro ontologico ed essenziale, rispetto al quale e sulla base del quale dovran no semmai essere visti e valutati i sin goli e determinati lavori», lbid.. pp. 111-112. ^lbid. , p. 113. 25 ID., Marx e la libertà dei moderni, in MO, 1979, 10, pp. 125-131.
26 lbid..?. 126 e p. 128. 27 lbid..?. 129.
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