Problemi della transizione 1984

Socialismo e liberalismo

nuta» 81 . Abbiamo, come risultato, la fondazione «scientifica» del procedimento riformistico, lo step by step, visto quale unico modo di approc cio «razionale», ovvero conforme al «metodo del la scienza», in quanto si rivolge, volta a volta, verso problemi parziali e settoriali. Tale procedi mento si muove secondo le forme dell ’ ingegne ria a «spizzico», (piecemeal engineering), e tiene conto non dei grandi progetti di trasformazione — considerati al pari di utopie — ma di precise leggi sociologiche, che, a loro volta, vengono ve rificate a partire da dati empiricamente accerta bili o accertati 82 * . Dall ’ articolo di Pellicani, in particolare, pos sono essere rilevati cinque punti — una sorta di vademecum del neo-liberale perfetto — intorno ai quali verterebbe la validità del tipo di approc cio popperiano e la conseguente scientificità dell ’ intervento riformistico: a) dallo schema popperiano della scienza deriva «il rifiuto del monismo assiologico e la difesa del politeismo dei valori»; b) «Imperativo di istituzionalizzare il pluralismo competitivo delle teorie scientifiche e dei programmi metafisici di ricerca... Sopprime re la concorrenza equivale a sopprimere la ricerca scientifica o, quanto meno, a incanalarla in un vicolo cieco»; c) per la vita politica non è necessa rio stabilire chi esercita il dominio, «le funzioni di comando», ma definire le modalità di funzio namento e di strutturazione di questo potere e sapere verso quali fini esso si indirizza: d) «Supe riore razionalità della prassi riformista... L ’ unico approccio razionale ai problemi della Città è la piecemeal engineering, cioè la strategia gradua listica delle riforme, che procede, esattamente come la scienza, rispettando il comando meto dologico trial and errore, e) il mercato «incre menta la razionalità delle scelte» e dispiega «quell ’ individualismo che Popper giustamente esalta come la matrice culturale della società 01 aperta» . La «società aperta», dunque, come punto di approdo di una prassi sociale e politica ispirata al

metodo razionale popperiano. Come si configu ra questo modello di società? Non si tratta, se condo Pera, di un modello compatibile con for me partecipazionistiche, corporative o solidari stiche, «che fanno questione soprattutto del mo do di organizzazione del consenso e della parte cipazione dei cittadini alla vita politica»; né si tratta di un modello che privilegi o il principio liberale o il principio socialista. Entrambi i prin cipi possono funzionare nella «società aperta»; vi sono solo da rispettare regole puramente formali «entro un quadro istituzionale di norme». In questo senso, «il ricorso alla società aperta non ri solve completamente (né può e neppure vuole) il problema del che cosa, in concreto, si debba fa re: il residuo che rimane è questione di libera scelta» 84 . In un successivo articolo, Pera si domanda se la scienza, o meglio, se il «metodo della scienza», sia in grado di favorire lo sviluppo di una società democratica 85 . La risposta data, ovviamente, non può che essere positiva. In tal modo, si pro va anche la superiorità del «metodo della scien za» sulla dialettica, la sua maggiore funzionalità nel campo sociale 86 . Sull ’ astrattezza del modello di scientificità a cui si fa riferimento e sul proble ma della dialettica si è già detto in un paragrafo precedente; non è quindi opportuno ripetere. Si vuol solo segnalare, però, il penetrante saggio di Cotroneo, che muovendo da posizioni crociane confuta l ’ impostazione di Pera e pone in luce la diversa «qualità» delle scienze naturali e di quel le sociali, riconoscendo, per queste ultime, l ’ adeguatezza del metodo dialettico 87 . Nel medesimo articolo, Pera tenta la deriva zione dal «metodo della scienza» di valori coniu gabili alle istituzioni della «società aperta», valo ri che, comunque, non vengono chiaramente in dicati e sembrano doversi ricercare tra le pieghe del razionalismo popperiano. Come nota Baro ne, intervenendo criticamente sulle posizioni espresse da Pera, «la derivazione di quello che è implicito in qualcosa d ’ altro non può restare va

81 Ibidem. 82 Cfr. D ario A ntiseri , Popper e le basi teoriche del riformismo, in MO, 1981, 12: «L ’ effettiva prassi politica è sempre una prassi riformista. Le istitu zioni democratiche nella società sono l ’ analogo del metodo nella ricerca scientifica», p. 92. E ancora: «Come nella ricerca scientifica non si sa mai tutto, così in politica non si può muta re mai tutto. Nella scienza si avanza, quando si avanza, se riusciamo a risol vere più problemi e problemi più im portanti», p. 96.

83 L uciano P ellicani , / nemici della società aperta, CIT., PP. 91-92. Su questi problemi cfr. anche G iulio G iorello , Società aperta e governabi lità, in MO, 1981, 6, pp. 94-100 ed E nzo T agli ACOZZO, Il liberalsociali smo di John Stuart Mill, in MO, 1982, 5,pp. 112-117. 84 M arcello P era , I fondamenti epi stemologici della società aperta, cit., pp. 89-90. 85 ID., Ragion critica e democrazia, cit., pp. 95-96.

86 Ìbidem. 87 G irolamo C otroneo , Chi ha pau ra della dialettica?, in MO, 1982, 7/8, pp. 84-89.

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