Problemi della transizione 1984

Socialismo e liberalismo

ra liberaldemocratica. La crisi c ’ è. Cosa significa? Significa intanto che sbocchi attendibili non si trovano nella direzione di una restaurazione, di una riaffermazione caparbia e «amministrativa» della cultura socialista esistente... Una rivitaliz- zazione della nostra cultura non sembra potersi avere neppure... attraverso un riallineamento non all ’ esistente ma all ’ originario, cioè attraver so il ritorno all ’ autentica concezione marxiana della cultura socialista... Il risorgimento della cultura socialista può provenire solo da una rin novata conoscenza della società contemporanea e da una definizione, più rispondente a questa so cietà, e più piena, dei valori che contraddistin guono un vivere umano» 97 . In questo senso, pare doversi porre al centro di un rinnovato concetto di cultura socialista il grande tema della libera zione umana. E in questo senso, acquista signifi cato non secondario una rilettura critica del pen siero marxiano, senza intenti apologetici, ma an che senza la sommarietà e il superfìcialismo degli articoli che si sono sopra esaminati; i quali ricon ducono tale pensiero a panstatalismo, ad anti pluralismo, a metafisica storico-politica. Come scrive Zanardo, «certe ostentate disinvolture del la cultura liberaldemocratica» non consentono di scorgere nella teoria di Marx il congiungimento di tre valori fondamentali: «il valore “ assicurare libertà ” ... il valore “ vincere la diseguaglianza oppressiva ” e il valore “ vincere la scarsità ” » 98 99 . È intorno a questi tre valori che sembra ruotare l ’ idea marxiana di liberazione e di libertà ed è intorno a questi valori, insieme ad una loro veri fica nella complessità sociale dell ’ oggi, che pos sono ruotare e una rinnovata nozione di cultura socialista e le possibilità fattuali del socialismo. Ciò significa pensare ad un progetto politico culturale teso alla realizzazione di tali valori, e significa pensare in termini di cambiamento complessivo dell ’ assetto sociale esistente. L ’ impressione principale che invece suscitano, nella loro maggioranza, gli articoli pubblicati da «Mondoperaio», è quella di un tentativo rivolto

sì ad individuare nuove forme di progettazione sociale e politica, ma di un tentativo, per così di re, col fiato corto, diretto a determinare un pro getto di governabilità di ciò che è e non di defi nizione di ciò che dovrebbe essere. Si ha, cioè, l ’ impressione di trovarsi di fronte non tanto ad una cultura del cambiamento, quanto ad una cultura dell ’ esistente, impressione che è raffor zata dalla presenza, in questi scritti, di forti sug gestioni pragmatistiche e razionalistiche. E vero che ci troviamo immersi in una crisi so ciale e politica a vasto raggio e che quindi può apparire legittimo il tipo di approccio proposto, teso alla correzione di essa. E altrettanto vero, però, che al di là della contingenza del momento si manifesta il bisogno di una valutazione in tempi lunghi degli sviluppi possibili della so cietà e dello Stato, in quanto attenersi al contin gente significa non essere in grado di attrezzarsi per uscirne, rincorrendolo perpetuamente. Si dovrebbe, cioè, pensare anche nei termini gene rali dei fini e del «senso da dare» al nostro tem po, ovvero nei termini delle potenziali prospetti ve future. Ed è appunto in quest ’ ottica che ac quista preciso significato, come si è accennato so pra, un confronto con il pensiero di Marx ed En gels, da non assolutizzare certamente come uni ca forma di socialismo, ma da vedere come uno dei modi in cui il socialismo è stato codificato. Non si tratta, cioè, di attualizzare la teoria mar- xengelsiana ma di recepirne le istanze alternati- vistiche e i contenuti innovativi di cui è ancora portatrice, di recepirne, soprattutto, il grande messaggio della liberazione. In questo senso, quello che oggi appare necessario, non rinviabi le, è una riflessione che investa i modi presenti ed i possibili modi futuri del vivere umano, dal momento che è in gioco una posta molto alta, «la tenuta nel nostro orizzonte di un assetto so ciale non semplicemente molto libero e un po ’ giusto, secondo l ’ ideale socialdemocratico, ma molto libero, molto giusto e offrente modi ele- . j. . 99 ° vati di vivere» .

97 A ldo Z anardo , Le sfide di una moderna cultura socialista, cit., pp. 23-24.

98 Ibidem. 99 Ibidem.

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