Problemi della transizione 1984
Uno schema di giustificazione della società liberale: la filosofia politica di Friedrich von Hayek Oggetto di questo saggio sono le riflessioni politiche che l ’ economista Friedrich von Hayek è venuto sviluppando accanto ai suoi studi econo mici e metodologici, a partire da Road to Serf dom, e che però rappresentano l ’ interesse domi nante dei suoi ultimi scritti. La filosofia politica di Hayek si pone due obiettivi: il primo di carat tere polemico, contro modelli di pianificazione e costruzione razionale della vita sociale; il secon do propositivo, a favore del liberalismo. Entram bi trovano la loro giustificazione, in ultima ana lisi, in una certa descrizione della natura umana. A partire dalla caratterizzazione antropologi ca, la riflessione politica di Hayek muove dal piano gnoseologico a quello metodologico- epistemologico per giungere a un ’ indagine dei processi sociali che sfocia infine nella presenta zione dell ’ ordine liberale. Nello sviluppo del suo ragionamento, la linea di confine fra piano descrittivo e piano normativo non è mai ben tracciata: è parte dunque delle intenzioni di questo saggio una specifica ricostruzione del di scorso normativo nella filosofia politica hayekia- na, cioè l ’ analisi delle argomentazioni che costi tuiscono lo schema di giustificazione della so cietà liberale. * Desidero qui ringraziare il diparti mento di Social and Politicai Sciences dell'Università di Cambridge, presso il quale sto svolgendo una ricerca sull'in dividualismo metodologico nella filo sofia politica, di cui questo saggio rap presenta un primo risultato. Un parti colare ringraziamento a Anthony Gid dens, che ha seguito e segue con atten zione tutte le fasi della mia ricerca. Ringrazio poi tutti gli amici con cui ho avuto occasione di scambiare idee su questi temi e in particolare Salvatore Veca e il seminario di filosofia politica di Anna Elisabetta Galeotti*
Questo lavoro si compone di quattro parti, di cui la prima riguarda la presentazione dell ’ ap proccio metodologico individualistico di Hayek; la seconda, l ’ esposizione della sua filosofia socia le, con la distinzione delle due tradizioni rivali, «organicista-evoluzionista» e «artificialista», e la critica al modello costruttivista cui viene con trapposto il meccanismo della mano invisibile. Il terzo capitolo è centrato sul liberalismo hayekia- no e prevede l ’ analisi del concetto di libertà e l ’ esame del duplice legame fra liberalismo e svi luppo e liberalismo e tradizione. La quarta par te, infine, verte sulla riflessione giuridica di Hayek (rule of law, distinzione fra regole di con dotta e regole d ’ organizzazione) e si chiude con la concezione della giustizia. Data la caratterizzazione analitica del saggio, non rientra nei miei obiettivi presenti una critica ai presupposti e agli orientamenti ideologici dell ’ autore che, com ’ è noto, si colloca in un ’ area liberale molto conservatrice. Il mio scopo è piut tosto la scomposizione del modello concettuale e la ricostruzione degli argomenti di giustificazio ne. 1. Premesse metodologiche 1.1 Come tutta la scuola marginalista austria ca cui appartiene, Hayek è noto esponente dell ’ individualismo metodologico. Con questa espressione si intendono procedure di spiegazio ne dei fenomeni sociali che identificano le azioni dei singoli come unità d ’ analisi e che cercano di decostruire e ricostruire gli aggregati su questa base. Dell ’ individualismo metodologico sono di sponibili diverse versioni secondo che venga ipo tizzata una trasparenza e quindi una riducibilità totale o parziale degli insiemi agli individui, op pure che venga ammessa una «emergenza» del collettivo risultante, rispetto agli inputs indivi duali. Inoltre le procedure di spiegazione si spe cificano in modo diverso a seconda dei campi di applicazione, secondo cioè che venga utilizzato in studi sociologici descrittivi che procedono dall ’ aggregato all ’ individuale oppure nell ’ eco nomia politica che, a partire dai piani individua li, costruisce modelli di aggregati 1 .
della Fondazione Giangiacomo Feltri nelli, e Norberto Bobbio e Michelange lo Bovero con il seminario di filosofia politica della Fondazione Einaudi.
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