Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
punto da Cari Menger 4 , più i concetti centrali di effetti inintenzionali e conseguenze inattese. L ’ assetto sociale che emerge dalle diverse intera zioni individuali, infatti, non è considerato il ri sultato di un progetto umano consapevole, che gli attori possono dominare e cambiare razional mente: l ’ effetto complessivo è sempre un pro dotto che emerge inintenzionalmente dai piani e dalle azioni individuali. L ’ individualismo di Hayek non implica pertanto la riduzione di teo rie relative a insiemi sociali a teorie sull ’ azione individuale: questo è il caso dell ’ «individuali smo esplicativo». Hayek può invece essere considerato come rappresentante dell ’ individualismo «descrittivo» o «definizionale» 5 . Secondo quest ’ ultimo, gli in siemi sociali sono gli effetti compositi delle azio ni individuali e il loro unico statuto d ’ esistenza è quello di concetti e credenze degli individui. In quanto tali, i concetti collettivi producono a loro volta effetti sul comportamento individuale. L ’ assetto sociale complessivo, essendo prodotto inintenzionale e inatteso delle azioni individua li, non può essere spiegato completamente attra verso una riduzione a teorie sul comportamento individuale 6 . Diventa quindi centrale nel mo dello hayekiano l ’ aspetto del meccanismo attra verso cui gli inputs individuali vengono filtrati 7 . Come Hayek stesso puntualizza, il suo ap proccio individualista può essere ben caratteriz zato come nominalismo 8 . I concetti collettivi so
Nell ’ ampio spettro di posizioni facenti capo a una metodologia individualista, quella di Hayek si può riassumere in due punti: a) Assunzione ontologica «negativa» sugli in dividui. Secondo Hayek, il punto di partenza dell ’ analisi nelle scienze sociali sono le azioni in dividuali, ma unicamente a causa della loro im mediata visibilità empirica, mentre d ’ altro can to, gli insiemi e le strutture sociali non sono vi sualizzabili indipendentemente dai loro elemen ti costitutivi. Questa assunzione non implica per ciò stesso una presa di posizione relativamente all ’ individuo come realtà prima e ultima nel so ciale e/o come valore cui tutto debba essere ri portato: Hayek argomenta questo punto di par tenza in termini di plausibilità e ragionevolezza, non certo di verità 2 b) Definizione del «metodo compositivo» 3 come quella procedura che, a partire dagli atomi della scienza sociale — cioè gli individui, le loro credenze, i loro piani — ricostruisce l ’ ordine complessivo risultante dalla aggregazione delle azioni individuali. Compito delle scienze sociali non è dunque la comprensione e la spiegazione del comporta mento e delle azioni individuali (questo è sem mai oggetto proprio della psicologia), ma ap punto la ricomposizione dell ’ effetto aggregato, attraverso modelli di azione e meccanismi-filtro. A ciò provvedono la teoria dell ’ azione razionale e il modello dell ’ agente economico, già messi a
cap. 11, «Thè Reduction of theories», part. pp. 366-398. 7 Si vuole qui ricordare che secondo al cuni, come per esempio Robert No zick, la presenza di un meccanismo fil trante fra azioni individuali e effetto ri sultante implica per ciò stesso l ’ abban dono dell ’ individualismo metodologi co. Vedi NOZICK, Anarchy, State and Utopia, Oxford 1974, p. 22. Questo però consegue dalla riduzione restrizio ne dell ’ individualismo metodologico alla sua versione forte di «riduzionismo psicologico» che nella letteratura è rico nosciuto come non esaustivo dell ’ indi vidualismo medesimo. Cfr. Webster jr., «Psychological Reductionism, Me thodological Individualism and Large Scale Problems», American Sociologi ca! Review, 1973, p. 259. 8 ITF, p. 7.
1970, e in particolare il saggio di J.O. Wilson «Situational Individualism and thè Emergent Group-Properties». Più recenti sono il saggio di Nozick «On Austrian Methodology», Synthese, 1977, S. JAMES, Methodological Holi- sm: thè Case of Marxism, PhD tesi, Cambridge Un., 1980, in corso di stampa, S. Zamagni, «Sui fondamenti della metodologia austriaca», Note Economiche, 1982; infine il recente di battito aperto da J. Elster con «Marxi- sm, Functionalism and Game Theory: Thè Case for Methodological Indivi- dualism» pubblicato in Theory and So ciety, 1982, cui hanno preso parte G.A. Cohen, Offe-Berger e T. Gid dens. 2 Per gli studi metodologici di Hayek, qui il riferimento è a ITF, IEO (special- mente «Thè Facts of Social Sciences») e CRS. L c RS, pp. 39segg. 4 Cfr. C arl M enger , Principles of Economics, Glencoe, III., 1950, p. 82. 5 S. Zamagni, cit. 6 A proposito della «riduzione» nelle scienze sociali, cfr. E. NAGEL, Thè Structure of Science, London 1961,
Abbreviazioni delle opere di Hayek citate nel te sto. Thè Road lo Serfdom, London 1944: RS. Individualism: True and False, Dublin 1944: ITF. Indtvidualism and Economie Order, London 1948: IEO. Thè Counter-Revolution of Science, Glencoe, III, 1952: CRS. Thè Costitution of Liberty, London and Chicago, 1960: CL. Studies in Philosphy, Politici and Economici , London and Chicago 1967: SPPE. New Studies in Philosphy, Politici and Economici and History of Ideai, London 1978: NSPPE. Law, Legislation and Liberty, voi. I: Rules and Or der, London 1973: RO Voi. II, Thè Mirage of Social Jastice, London 1976: MSJ. Voi. Ili, Thè Politicai Order of a Free People, London 1979: POFP. (Per una bibliografia completa delle opere di Hayek cfr. Essays on Hayek, F. Machlup ed., 1977, pp. 107). 1 Per un resoconto delle diverse posi zioni riguardo all ’ individualismo me todologico, cfr. J ohn O ’ N eill , ed., Modes of Indtvidualism and Colle ctivi- sm, London 1973, che principalmente raccoglie il dibattito fra individualisti e olisti fra gli anni ’ 60 e '50, aperto da Popper e da Hayek. Vedi anche R. BORGER & F. ClOFFl eds., Explanation in thè Behavioural Science, Cambridge
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