Problemi della transizione 1984

Friedrich von Hayek

b) data la frammentazione della conoscenza sociale, impossibilità di social planning, a meno che il progetto non sia strettamente finalizzato su obiettivi concreti e limitati; c) concezione dei processi sociali come emer genza spontanea e imprevista che realizza co munque qualche forma di coordinazione fra l ’ agire dei diversi individui. Si ricorda, qui di passaggio, che non necessa riamente la nozione di conoscenza e razionalità limitata conducono all ’ esclusione di decisioni collettive: nel caso di Keynes per esempio, i limi ti della conoscenza individuale comportano l ’ in tervento di un macrosoggetto, cioè dello Stato; nel caso di Simon, il riconoscimento di una ra zionalità imperfetta genera lo spazio per una teoria dell ’ organizzazione 12 . 2. La filosofia delle scienze sociali 2.1 II modello antropologico dell ’ ignoranza e il suo rivale, il modello dell ’ omniscienza, sono incorporati in due tradizioni filosofiche relativa mente al rapporto fra individui e istituzioni: la prima facente capo al pensiero empirico anglo sassone, e la seconda al razionalismo cartesia no 13 . La grande linea di demarcazione si colloca fra un modello evoluzionista (tradizione anglo sassone) e un modello costruttivista (razionali smo cartesiano) del sociale. Ma questo è meramente un aspetto di una più grande divergenza fra un punto di vista che in generale valuta piuttosto piccolo il ruolo che la ragione riveste nelle cose umane, che sostiene che l ’ uomo ha raggiunto ciò che ha raggiunto a dispetto del fatto che è guidato solo parzialmen

no nostre costruzioni mentali di regolarità e inte razioni, cui viene attribuita spesso un ’ esistenza autonoma attraverso gli usi del linguaggio co mune: il partito ha deciso, lo stato è intervenu to, ecc. Da questa distorsione, radicata negli usi linguistici, deriva poi il realismo o l ’ essenziali smo delle teorie collettiviste e oliste. 1.2 L ’ individualismo definizionale di Hayek che prevede l ’ emergenza di outcome inattesi si fonda su un modello antropologico di ignoranza relativa e razionalità limitata che rappresenta la chiave di volta di tutta la filosofia sociale e del programma metodologico di Hayek 9 . Il modello è costruito attraverso un approccio negativo di cui Hayek si servirà ancora per definire i concetti di libertà e giustizia. Dare un ’ accettabile defini zione delle potenzialità della razionalità è, se condo Hayek, un ’ impresa difficile che implica pesanti presupposti 10 . Appare invece più ragio nevole assumere il raggio limitato della cono scenza individuale, ciò che risulta intuitivamen te plausibile sulla base della comune esperienza quotidiana. Mentre l ’ ammontare complessivo della conoscenza umana è vasto e, in linea di principio infinito, ciascun individuo riesce a do minarne solo una quota limitata. Non è d ’ altra parte pensabile una centralizzazione della cono scenza dispersa in qualche agente recettore, pro prio per il carattere asistematico, casuale e mobi le del sapere socialmente significativo 11 . Dall ’ antropologia dell ’ ignoranza vengono fat te derivare molte conseguenze, di cui tre costi tuiscono tutta l ’ ossatura del pensiero di Hayek, e precisamente: a) limitata possibilità degli individui a pro gettare piani razionali se non all ’ interno della sfera circoscritta delle proprie conoscenze;

tende la registrazione dei dati tramite schemi e regole generali che serviranno poi di guida per l ’ azione in un numero infinito di casi futuri. Gli schemi gene rali e astratti filtrano la complessità del reale e rendono così gli individui attori competenti in un mondo conosciuto solo in parte. Questo procedimento av viene al di fuori del controllo raziona le: è una risposta della specie all ’ am biente. Hayek si trova così vicino a una forma ristretta di behaviorismo («Thè Primacy of Abstract» NSPPE, pp. 35-49). 11 Cfr. «Economie and Knowledge» in IEO, p. 54 e «Thè Use of Knowledge in Society» ivi. 12 Cfr. J ohn K eynes , Thè End of Laissez Faire, e H. SlMON, Admimstra- tive Behavoir, New-York I960. 13 La distinzione di queste due tradi zioni con riferimento ai loro diversi atti

9 II modello della conoscenza limitata è analizzato in diversi studi di Hayek, a partire da ITF, IEO, CL, EPEP, LLL. 10 La definizione del modello di cono scenza limitata subisce una modifica zione notevole negli ultimi scritti filosofico-politici di Hayek. Nei lavori precedenti il suo individualismo meto dologico si collocava nella tradizionale distinzione fra scienze naturali e scien ze sociali proveniente dallo storicismo tedesco. Il carattere distintivo delle scienze sociali era definito in un ap proccio comprendente rispetto all ’ og getto. Nella versione di Hayek, Ver- stehen significava un particolare punto di vista «dal di dentro» tale per cui i fatti sociali includono opinioni, cre denze, piani individuali e le scienze so ciali si costruiscono intorno alla nozio ne di intenzionalità. La posizione me todologica di Hayek si caratterizza,

così, come antiolistica e antibehaviori- stica (cfr. «Thè Facts of Social Scien- ces», IEO, p. 63 e anche CRS pp. 28, 36-39). Nei suoi ultimi lavori, invece, sotto l ’ influsso della cibernetica e della teoria dei sistemi, Hayek modifica il dualismo fra scienze naturali e sociali, abbandonando la categoria (qualita tivo-soggettiva di Verstehen a favore del concetto (quantitativo-oggettivo) di complessità. I sistemi sociali sono molto più complessi di quelli naturali e quindi richiedono una più elevata so glia di informazione, il che rende il lo ro studio più arduo e approssimativo. All ’ interno di questo nuovo punto di vista, più legato a posizioni positivisti- che, il concetto di razionalità limitata trova una sua definizione in positivo nella nozione del carattere astratto del la intelligenza umana (RO, cap. I, «Reason and Evolution»). Con ciò si in

137

Made with FlippingBook - Online catalogs