Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
automaticamente dallo scambio compensando i conflitti, sia proprio il motivo profondo del ri fiuto di Hayek del razionalismo costrutti vista. Hayek motiva la sua critica al costruttivismo sulla base dell ’ ignoranza e limitatezza umana. Ora, va osservato che, se i limiti della razionalità pos sono spiegare i problemi connessi al costruttivi smo, non mostrano contemporaneamente la fondatezza di un modello dello sviluppo sponta neo. Mi spiegherò usando come esempio le teo rie rivali del contratto sociale. La necessità di un contratto sociale si giustifica nell ’ impossibilità di una crescita spontanea di cooperazione stabile. Per fornire condizioni d ’ esistenza sicure è neces sario uscire dallo stato di natura comunque defi nito, con un patto rinforzato (che naturalmente gli individui sono pensati capaci di sottoscrive re). Così mi pare che la finzione del contratto derivi molto più dal problema del conflitto che non da un ’ esasperazione razionalista a favore del costruttivismo. In effetti, l ’ hayekiana conoscen za imperfetta non offre una risposta al problema della guerra e dell ’ insicurezza simboleggiato dallo stato di natura. In realtà, Hayek, oltre all ’ ignoranza, implici tamente presuppone anche che le interazioni ba se della vita associata siano automaticamente coordinabili, lungo la tradizione del marginali smo austriaco. A questo punto, il contratto so ciale, prima ancora che dannoso è inutile. Così, se il modello della conoscenza limitata mette a punto critiche sensate al costruttivismo razionalista, indicando il problema delle conse guenze inattese e perverse delle nostre azioni, non è però sufficiente per sostenere il modello alternativo della mano invisibile, che richiede un ’ ulteriore condizione cioè che le interazioni umane non siano concepite in termini di conflit tualità insanabile. Un ’ ultima considerazione sullo statuto teorico della mano invisibile. Il meccanismo è messo a punto a livello metodologico contro altre forme di individualismo, costruttiviste, appunto, che attribuiscono al modello dell ’ azione razionale massimizzante capacità esplicativa di tutti i pro cessi sociali. Per contro, la mano invisibile pro pone, come abbiamo visto, una spiegazione non olistica, ma nemmeno razional-intenzionale del le istituzioni e degli insiemi sociali. La mano invisibile ha però, come il contratto sociale, la duplice valenza di spiegazione logica e schema di giustificazione di un certo assetto po litico. Ora, mentre come metodo di spiegazione di fenomeni sociali può, con opportune precisa zioni, esibire una sua plausibilità, che andrebbe poi verificata empiricamente, meno convincente
appare la sua forza normativa. Ritornando all ’ esempio del contratto, lo schema di giustifi cazione di certe società emergenti dal patto so ciale è immediatamente evidente nell ’ idea stessa di accordo collettivo di individui razionali in cer te condizioni specificate dalla teoria. Che cosa di più giustificato di un assetto istituzionale cui i partecipanti, in condizioni di libertà, uguaglian za e razionalità hanno acconsentito? Natural mente è poi onere dei teorici del contratto mo strare che gli attori si sono accordati non su un qualsivoglia assetto sociale, ma proprio su questo o su quello; e quindi diventa importante specifi care le condizioni di contorno che entrano nella decisione (stato di natura, conoscenza disponibi le, egoismo ecc.). Risulta più difficile cogliere la mano invisibile come schema di giustificazione. Infatti il model lo sembra illustrare un ipotetico processo di for mazione degli arrangiamenti istituzionali, il cui risultato è un assetto di coordinazione emerso spontaneamente e in modo casuale, che garanti sce sì una certa forma di convivenza sociale, ma non prova ipso-facto che sia quella preferibile, giusta, ottimale. Hayek argomenta certo, e in modo convincente le difficoltà del costruttivi smo. Ma questo non è, secondo me, sufficiente a sostenere la mano invisibile come schema di giu stificazione alternativo. Vedremo poi nei prossimi paragrafi che la ma no invisibile si può porre come schema di giusti ficazione solo congiuntamente al valore della li bertà: diventa così l ’ unico modo per salvaguar dare la società liberale. 3. Il liberalismo 3.1 La dottrina politica liberale di Hayek si costruisce intorno a tre elementi portanti: a) la libertà come valore e principio da difendere e salvaguardare nell ’ ordinamento politico e giuri dico; b) la spontaneità dei processi sociali come mezzo per proteggere la libertà e insieme espres sione della stessa; c) le regole convenzionali di origine tradizionale come salvaguardia della spontaneità sociale. La libertà viene definita da Hayek indipen dentemente da una presa di posizione intorno alla tradizionale disputa fra determinismo e libe ro arbitrio. Dal punto di vista filosofico, la li bertà viene assunta sulla base delle conseguenze impreviste dalle azioni individuali. In questo senso, libertà coincide con l ’ indeterminatezza del mondo sociale dal punto di vista di individui limitati e ignoranti: nel gioco del caso il mondo
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