Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
questo profilo, il valore della libertà sembra ri siedere piuttosto negli effetti positivi che essa produce, cioè sul terreno utilitaristico delle con seguenze. In questo senso, però si dovrebbe de durre che se lo sviluppo generato dalla sponta neità creasse assetti socio-politici più vantaggiosi dovremmo essere pronti a sostituirli all ’ ordine li berale. Ora, io credo che questa duplicità possa essere spiegata e risolta, tenendo conto che, come mo do per far fronte all ’ ignoranza e alla limitatezza, la libertà è una procedura intimamente connessa a insopprimibili bisogni della specie, quindi non facilmente scambiabile con alcun bene concreto. Al contempo, però, la sua validità in quanto procedura si apprezza sul terreno degli effetti positivi che vengono prodotti in un ordine libe rale. Né, d ’ altra parte, Hayek ritiene possibile che da un ordine liberale si possano generare esi ti oppressivi. Questo perché la coercizione, cioè l ’ opposto della libertà, è definita come interfe renza della volontà altrui nelle azioni degli indi vidui. Qualunque configurazione sociale possa emergere dalla spontaneità, a priori sappiamo che non può essere illiberale, finché non sia identificabile una precisa intenzionalità umana che interferisce nelle azioni degli altri: ma que sto già implica l ’ uscita dallo sviluppo spontaneo. 3.2 Nella rappresentazione di Hayek, dun que, la libertà individuale vive e cresce dentro i processi sociali spontanei; i secondi sono il pro dotto delle libere azioni individuali, e poi diven gono la salvaguardia della libertà stessa. Il libera lismo di Hayek si presenta di conseguenza come l ’ assetto politico che non interferisce nei processi sociali spontanei e rinforza le regole e i modelli di comportamento autonomamente sviluppatisi entro l ’ evoluzione sociale. Hayek rappresenta così una versione radicale del pensiero liberale, proprio perché nella spontaneità dell ’ evoluzione sociale viene totalmente risolta la dinamica fra ideale della non interferenza (libertà negativa) e tensione verso l ’ ampliamento della libertà in senso positivo, che classicamente caratterizza la filosofia del liberalismo 28 . La relazione fra i due obiettivi che rappresen tano i due poli della libertà e della uguaglianza è evidentemente non pacifica, mai risolta e diffi cilmente soddisfacente. Però l ’ ideale della li bertà negativa non è mai completamente sgan
ciato da forme di ampliamento positivo dei dirit ti sociali, non foss ’ altro perché la nozione stessa di libertà negativa è costruita teoricamente sul presupposto dell ’ uguaglianza e della reciprocità. Così, una volta affermato il principio, seppure in termini formali, inevitabilmente si apre la strada alle richieste di una sua estensione. In anni re centi, Ralph Dahrendorf ha esplicitamente so stenuto la necessità, accanto alle garanzie dei di ritti civili e politici, della «libertà attiva», volta cioè all ’ ampliamento delle chances di vita indi viduali 29 . Proprio a questo proposito, Dahren dorf si dissocia e polemizza contro il liberalismo di Hayek che invece trascurerebbe compieta- mente questo secondo aspetto. In realtà, esso non è assente nel liberalismo conservatore di Hayek, ma è risolto all ’ interno della crescita per mano invisibile. La libertà negativa resta l ’ unico proposito perseguibile direttamente nell ’ ordina mento politico, il che implica lo stato di diritto, cioè un ordinamento che non si sovrapponga alla società, ma che ne rinforzi le regole spontanee. La libertà positivamente intesa come aumento delle opportunità, sviluppo delle capacità, mi glioramento delle condizioni di vita è invece, se condo Hayek, un risultato indiretto, inintenzio nale della spontaneità sociale e riguarda la so cietà nel suo complesso, non i singoli individui. Nel suo radicale disimpegno per i diritti socia li, il liberalismo di Hayek è però teoricamente più conseguente della formula compromissoria di Dahrendorf che cerca, in modo poco convin cente, una terza via tra laissez-faire e welfare sta te. Ma promuovere politicamente la libertà atti va, anche nella forma più modesta dell ’ ugua glianza delle opportunità e liberazione dalla mi seria, significa porre alcuni obiettivi sociali cui la libertà negativa deve essere subordinata, anche se in modo circoscritto. 3.3 L ’ ordine spontaneo non creato o catallassi che, secondo Hayek, rappresenta la garanzia dell ’ espressione e della crescita della libertà, è il prodotto inintenzionale di regole e patterns emersi spontaneamente nel corso del divenire so ciale e incorporati nella tradizione. Ecco dunque che, lungo la linea di Burke, liberalismo e tradi zione si trovano saldati nella riflessione politica di Hayek. Lungi dal configgere con la libertà in dividuale, la tradizione, nel senso del reticolo di regole di comportamento, non create ad hoc, si
D ahrendorf , La libertà che
28 Cfr. per es., la definizione di «libe ralismo» data dalla International Ency- clopeaedia of Social Sciences, voi. IX, p. 276. Una confutazione della possi bile convivenza dei due aspetti è data da G. PONTARA, Né libertà né ugua glianza, mimeo, Orta 1983.
cambia, Bari 1981, pp. 31-32.
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