Problemi della transizione 1984
Friedrich von Hayek
Ora, molto brevemente, alcune osservazioni sull ’ accostamento fra la teoria della giustizia di Havek e quella di Rawls, proposto da Hayek stes so 5 * e poi ripreso e sottolineato da Norman Bar ry 57 8 . I termini del paragone verterebbero sulla coscienza procedurale della giustizia, come op posta alla concezione finalistico-sostanziale . Ma la concezione procedurale, per Hayek, implica poi la sottrazione di qualunque stato sociale a valutazioni in termini di giustizia. Secondo Rawls, invece, significa ipotizzare condizioni eque di scelta collettiva in cui individui razionali converrebbero a scegliere i due principi di giusti zia. Una volta giustificati i due principi secondo la procedura della scelta contrattuale, questi ser vono per valutare (e giustificare o meno) situa zioni sociali reali. Barry identifica poi due ulteriori punti di con tatto fra Hayek e Rawls: a) l ’ hayekiano rifiuto di fondare la giustizia sull ’ uguaglianza e il rawlsia- no principio di differenza; b) l ’ analoga conce zione delle norme di condotta (Hayek) e i princi pi di giustizia (Rawls) come dispositivi regolanti un ignoto numero di casi futuri. Mi sembra che, di nuovo, queste due analogie siano piuttosto estrinseche, e non reggano a un più attento esa me. Riguardo a sub (a), certamente il principio di differenza non si fonda sul concetto di «ugua glianza di tutti in tutto» (che, a rigore, definisce più propriamente la nozione di identità), ma sull ’ idea di correggere la «lotteria naturale e so ciale», giustificando solo quelle differenze che avvantaggiano gli svantaggiati. Quindi Rawls propone un intervento diretto e programmato sulla casualità delle posizioni sociali e della di stribuzione di benefici che Hayek considera in vece fuori dalla portata della giustizia. In rela zione poi a quanto sub (b), i due principi della giustizia rawlsiana non sono assimilabili alle nor me di condotta, né nella forma (gli uni sono af fermazioni di principio, le altre sono divieti) né nell ’ origine, scelti razionalmente i primi, pro dotti spontanei del divenire storico le seconde, né nella funzione. I primi infatti servono ad in formare la struttura base di una molteplicità di società possibili, le seconde a regolare un nume ro imprecisato di azioni future. I primi, nella prospettiva di Rawls, costituiscono lo stampo in cui modellare programmaticamente carte di so cietà, le seconde costituiscono il riferimento im plicito e inconsapevole per fronteggiare la vita quotidiana. Da questa digressione, mi pare si possa concludere che le posizioni dei due autori, più che rivelare punti di analogia, mostrino pro fonde divergenze e specificamente su due punti nodali: a) la possibilità e la desiderabilità di una scelta razionale collettiva sulla struttura base del la società; b) conseguentemente, la possibilità e desiderabilità della giustizia distributiva. Di fronte al radicale dissenso al riguardo, anche eventuali punti di contatto fra i due perdono gran parte del loro significato. In conclusione all ’ analisi della teoria hayekia- na della giustizia, si può aggiungere che, in Thè Politicai Order of a Free People, Hayek ha par zialmente rivisto la sua opposizione alle politi che sociali, soprattutto in relazione alla recente letteratura sull ’ esternalità del mercato 59 . Hayek riconosce infatti che alcuni concreti obiettivi sociali possono rientrare nei compiti del governo, mentre riafferma che al legislativo do vrebbero competere solo le norme di condotta. Il governo infatti è un ’ organizzazione, e come tale può perseguire obiettivi sociali, una volta che questi ultimi abbiano un ’ estensione limitata. Quindi il governo può provvedere quei beni pubblici e servizi per la collettività che il mercato non riesce a supplire. Ovviamente, secondo Hayek, il cosiddetto settore d ’ intervento pubbli co non è una funzione riservata al governo, lad dove altre possibilità siano disponibili in modo conveniente. Va infine sottolineato che le politi che sociali regolate secondo regole di organizza zione si misurano con criteri di efficienza, ma sono fuori da valutazioni di giustizia che riguar dano solo le norme di condotta. 5. Conclusioni Fin qui la giustizia nell ’ ordine liberale. Rima ne ora un ultimo quesito che ha anche carattere conclusivo dell ’ esplorazione della filosofia poli tica di Hayek: è la sua società libera anche una società giusta nel senso di giustificata? O, in al tre parole, sono le argomentazioni etiche che Hayek porta a sostegno del suo modello politico accettabili e soddisfacenti? La rispota è partico
57 MSJ, p.XIIIep. 100. 58 B arry , «Z, p. 147. 59 POFP, p. XII.
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