Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
per produrre bombe atomiche e per pagare l ’ interesse sul debito invece di migliorare la qualità della vita o di costruire infrastrutture o incrementare la preparazione professionale attraverso una migliore e maggiore educazione. I poveri e i quasi poveri, comprendendo in queste categorie il numero sempre maggiore delle persone che vivono sole e la massa dei negri e degli «Hispanics», sono state particolarmente danneggiati dalla politica di Reagan. Sono verosimilmente anche gli ultimi a partecipare ai vantaggi della ripresa, dato che questa è fondata sulle spese militari e sulla continuazione delle po litiche monetarie anti-inflazionistiche. Questi due fondamenti dell ’ attuale espansione sono per loro natura diretti contro la piena occupazione e l ’ au mento dei salari. Poiché la politica economica e sociale di Reagan è così apertamente ostile nei confronti delle donne e delle minoranze, esse formano un blocco poten zialmente ampio di voti contro i Repubblicani, se i Democratici sapranno mobilitarle con una politica economica alternativa. Apparentemente la scarsità di denaro ha messo in scacco l ’ inflazione e la scarsità di denaro (alti tassi di interesse reale) è necessaria, secondo la Federai Reserve in seguito al deficit statale di 180 bilioni di dollari che grava sull ’ eco nomia degli Stati Uniti. Anche gli alti tassi di interesse hanno dato al dollaro una forza crescente, minacciando le esportazioni americane, ma rendendo a buon mercato le importazioni (e quindi abbassando la pressione sui beni di consumo). Gli esportatori non sono tuttavia i soli ad essere danneggiati dagli alti tassi di interesse. Le imprese non militari e le industrie dei servizi sono preoccupate per il finanziamento per l ’ espansione. Il mondo degli affari, in generale, è interessato affinché la domanda privata cresca rapidamente per mantenere lo slancio della ripresa. Frazioni importanti del mondo finanziario sarebbero favorevoli ad una ri duzione della spesa militare ed anche ad un incremento della tassazione per diminuire rapidamente la dimensione del deficit del budget federale e per abbassare il tasso reale di interesse. Diversamente da Reagan il mondo degli affari è interessato a quello che accadrà dopo il Novembre 1984. La restrizio ne del denaro ha avuto infatti sull ’ inflazione un ’ incidenza molto minore ri spetto alla politica anti-sociale di Reagan e l ’ abbassamento dei prezzi del pe trolio. Anche se l ’ eccedenza di petrolio fu in parte stimolata dal programma di risparmio energetico, effettivamente realizzato da Carter tra il 1977 e il 1980, la recessione mondiale provocata dalla politica economica di Reagan, ha avuto una funzione di primo piano sia nella riduzione dei costi del lavoro (attraverso l ’ incremento della disoccupazione all ’ interno e all ’ esterno degli Stati Uniti), sia nell ’ abbassamento dei prezzi del petrolio (attraverso la ridu zione della domanda mondiale). Considerando la cosa in questo modo, la chiave della diminuzione dell ’ inflazione risiede nella continua eccedenza del petrolio — implicante una crescita relativamente bassa della domanda mon diale — ed una pressione costante rivolta al continuo abbassamento dei sala ri. Poiché la ripresa è tuttora in corso, questa pressione verso il basso significa un sempre maggior conflitto con i sindacati ed eventualmente con il mondo del lavoro come tale. Le attuali politiche dell'Amministrazione rivolte a so stenere gli imprenditori nella loro spinta al ridimensionamento dei salari, a permettere una libera emigrazione dei capitali per attività produttive nei paesi dell ’ America Latina o dell ’ Asia in cui i livelli salariali sono molto bassi, e rivolta alla ridefinizione del «pieno impiego» nei termini del 7%, o alla li quidazione di larghi settori delle industrie maggiori come l ’ acciaio e i tra
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