Problemi della transizione 1984

La politica economica di Reagan

sporti, creando un ’ atmosfera politica anti-sindacale sono componenti neces sarie del piano di Reagan, per uno sviluppo economico senza inflazione, ma hanno anche stimolato una maggiore pressione dei sindacati contro i repub blicani. Anche se i sindacati non sono più politicamente forti come in passa to, essi rappresentano ancora una forza potente. Ben lontano dall ’ aver eliminato le sottostanti pressioni inflazionistiche, le attuali politiche monetarie hanno accentuato i reali problemi dell ’ inflazione legati al conflitto fra capitale e lavoro, hanno provocato il valore crescente di risorse non rinnovabili, la privatizzazione crescente dell ’ assistenza sanitaria, dell ’ educazione, del tempo libero, e lo slittamento delle risorse verso la pro duzione militare. Tutto questo introduce alla seconda possibilità che si apre per i Democra tici nella corsa contro Reagan. In aggiunta alle contraddizioni politico economiche direttamente inerenti all ’ attuale ripresa, la politica raeganiana di militarizzazione rende esplicite le relazioni che un ’ America repubblicana deve avere con gli altri popoli. Nella guerra dell ’ Amministrazione contro il «male» comunista, la forza svolge un ruolo primario. L ’ atteggiamento degli americani verso la forza come tale, benché essa abbia rappresentato un ele mento importante nelle relazioni internazionali degli Stati Uniti a partire dagli inizi del secolo, è sempre stato ambivalente. L ’ essenza della democra zia americana, a parere di molti, è compromessa dall ’ intervento militare in altri paesi. C ’ è inoltre un anti-umanismo, insito negli atteggiamenti militaristi, che ha rafforzato l ’ opposizione ad esso da parte delle maggiori organizzazioni religiose e di molte organizzazioni femministe. Sono queste organizzazioni che hanno avuto un ruolo preponderante nel movimento antinuclearista e nell ’ opposizione alla politica di Reagan in America Latina. Non è possibile separare il militarismo dall ’ attuale politica economica reaganiana. L ’ attuale ripresa deve infatti molto al militarismo che rappresen ta un aspetto di primaria importanza della ideologia conservatrice. Il raffor zamento militare voluto da Reagan ha fatto affluire (rispetto all ’ ultimo bud get della presidenza Carter) trenta bilioni di dollari per il riarmo nucleare negli anni fiscali 1981-1983. Nel 1983 il budget per la sicurezza ha rappre sentato il 13% del Prodotto Nazionale Lordo nell ’ industria (De Grasse 1983). In quanto ideologia il militarismo fornisce una importante giustifica zione per i costi sociali — l ’ aumentata povertà, il ristagno dello standard medio di vita, l ’ aumento delle disuguaglianze del reddito, il peggioramento quantitativo e qualitativo dei servizi sociali verificatosi durante gli ultimi tre anni. Reagan ha fatto spesso appello al tema del sacrificio necessario per pre servare il mondo libero contro il ComuniSmo. Attraverso la connessione fra questo sacrificio e un futuro miglioramento delle condizioni economiche e sociali, egli spera di distogliere l ’ attenzione degli elettori dai costi economici e sociali della militarizzazione verso i vantaggi che ne deriveranno nel lungo periodo in termini di sicurezza (e di sviluppo economico nazionale) in un mondo liberato dal demonio comunista. C ’ è forse un qualificato sostegno elettorale nei riguardi del militarismo. La sicurezza promessa è però controbilanciata dalla paura di una guerra nu cleare o di essere invischiati in conflitti locali nelle varie parti del mondo, o di incrementare il deficit pubblico per la costruzione di massicci sistemi di fensivi nucleari soggetti a rapido invecchiamento. I sindacati, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, non sono convinti degli effet

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