Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
ti positivi delle spese militari sull ’ occupazione. Fra i leaders dei sindacati ot tengono un crescente consenso gli studi che mostrano la diminuzione dei po sti di lavoro nel settore privato in relazione allo slittamento della spesa statale dalle politiche sociali agli armamenti (vedi ad esempio Carnoy, Shearer, Rumberger, 1983). Anche alcuni settori capitalistici si oppongono all ’ aumento delle spese mi litari, perché in primo luogo, vedono queste spese in competizione con il ca pitale privato non militare e in conflitto con gli investimenti in infrastrutture pubbliche come l ’ educazione, i trasporti, i servizi urbani. I circoli finanziari vedono probabilmente un ’ altra ragione di preoccupazione nella corsa inter nazionale agli armamenti. I mezzi attraverso cui gli Stati Uniti dominano il sistema internazionale si stanno lentamente spostando verso la tecnologia militare. Anche se la politica di sviluppo nel terzo mondo è pesantemente influen zata dal fondo monetario internazionale (controllato da banchieri americani) e dalle stesse maggiori banche private, la crescente militarizzazione del mon do fa aumentare il potere del Pentagono (dello Stato) non solo sull ’ econo mia del terzo mondo, ma anche su quelle europee. La Francia e l ’ Italia, ad esempio, dipendono sempre di più per le entrate derivanti dall ’ esportazione dalla vendita di armi agli altri paesi. A loro volta gli esportatori di armi di pendono dagli Stati Uniti per la tecnologia. Così gli Stati Uniti non sono sol tanto uno dei principali fornitori mondiali di armi, ma giocano un ruolo an che più importante nella tecnologia militare. È lo Stato, non il settore priva to, che controlla queste vendite e questa tecnologia. La terza e più difficile possibilità per i democratici, proviene dalla costante pressione dell ’ Amministrazione Reagan verso la privatizzazione della società americana apparentemente allo scopo di creare un più solido legame con il libero mercato per quanto riguarda le decisioni distributive o di «allocazio ne» e per creare quindi un maggior output e maggiore efficienza. Il punto sul quale si è concentrata la pressione governativa, è stata la spesa governati va, ma la deregolazione dell ’ attività economica e l ’ abbandono della prote zione ambientale e dei livelli di sicurezza sono stati anch ’ essi importanti. L ’ aspetto notevole di questa parte più «ideologica» del programma di Rea gan è che la spesa governativa è stata largamente spostata (verso il settore mi litare) piuttosto che tagliata e, se non altro, il settore privato si trova ad essere più dipendente che nel passato dal sostegno statale. Il budget federale come percentuale del Prodotto Nazionale Lordo è in realtà aumentato sostanzial mente dal 1979, dal 20,3% al 23,7% nel terzo quadrimestre del 1983. Le politiche conservatrici hanno continuato ad impegnare pesantemente il go verno in tre dei maggiori settori economici: l ’ industria petrolifera è sostenuta attraverso la vendita di off-shore, contratti d ’ affitto petroliferi direttamente gestiti dal governo federale,le maggiori banche sono state salvate dal poten ziale collasso da prestiti del Fondo Monetario Internazionale sostenuti dal governo per lo sviluppo di alcune zone e lo sviluppo industriale è largamente stimolato dalle spese militari passate e future. La campagna per la privatizza zione si è giovata con successo dei sentimenti popolari ostili alla burocrazia e alle spese statali, ma in realtà Reagan sta cercando solo di privatizzare gli aspetti sociali della vita degli americani sviluppando nuovi e più stretti lega mi fra il governo e il mondo del business. Anche quando il governo si ritira dall ’ interferenza nell ’ attività economica per esempio rispetto alla protezione ambientale o alla regolamentazione dei
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