Problemi della transizione 1984
Democrazia economica negli Stati Uniti
naie liberale, anche se ha favorito ed incentivato forme di accentramento di autorità nella Presidenza, non è riuscito, o non ha voluto, scardinare il pote re del Congresso su materie come la tassazione e la spesa, o il potere delle banche private sulla politica monetaria. Certamente quei terreni sono stati oggetto di foni conflitti tra la coalizio ne keynesiana e gli interessi conservatori di gruppi politici e finanziari. Tut tavia il liberalismo non è riuscito a dotarsi di una cultura politica capace di orientare un ’ effettiva modernizzazione delle strutture di governo, nel senso di una razionalizzazione dell ’ autorità, di una centralizzazione del potere e di una differenziazione funzionale delle istituzioni governative. Il risultato è stato, non solo il trasferimento di parti della politica economica al di fuori del processo democratico (appunto la politica monetaria), ma più in genera le un ’ incertezza da parte dello stato nel definire una sua netta funzione ri spetto al mercato. L ’ analisi della politica economica e sociale sembra confermare queste con siderazioni. Per quanto riguarda la prima, la strategia macroeconomica è sta ta quella di intervenire a livello aggregato, cioè sul volume del deficit o del surplus del bilancio federale al fine di definire il livello dell ’ occupazione o quello dei prezzi. Ovviamente c ’ è un nesso tra un ’ enfasi sugli aggregati ed una politica di orientamento della domanda, anzi quest ’ ultima si rende ac cettabile proprio per il carattere aggregato dell ’ intervento 21 . La forza di una politica aggregata è nel fatto che la politica statuale, pur influenzando un piccolo numero di variabili, riesce a produrre un effetto uniforme su tutta l ’ economia. In tal modo l ’ intervento dello stato viene ge neralizzato, mentre le sue scelte sembrano presentarsi in modo quasi invisi bile, se non impersonale. Attraverso la manipolazione di queste variabili lo stato cerca di influenzare il mercato, anche se si mantiene al di fuori delle sue specifiche dinamiche interne. In altri termini spetta poi al mercato defi nire la composizione del prodotto o dell ’ occupazione, la struttura della pro duzione o le caratteristiche dell ’ innovazione produttiva, mentre lo stato si ri serva il compito di impedire il riprodursi di tendenze stagnazionistiche e, successivamente, inflazionistiche del sistema economico 22 . Le politiche economiche adottate in Usa sono state una singolare com bi nazione di elementi progressivi ed elementi tradizionali: così sono stati in trodotti stabilizzatori automatici del reddito, come tasse progressive o assicu razioni contro la disoccupazione, e contemporaneamente sono stati utilizzati strumenti come il controllo del credito o incentivi fiscali alle imprese 23 . Que ste politiche sono riuscite però a sostenere un processo di crescita economica accelerata che ha costituito il terreno privilegiato dell ’ accordo tra capitale e lavoro. La crescita infatti ha consentito l ’ adozione di politiche sociali che hanno garantito le condizioni di vita della classe operaia organizzata sindacalmente e, successivamente, di alcuni gruppi etnici tradizionalmente marginali. Il ri conoscimento dell ’ organizzazione sindacale, l ’ espansione dei lavori pubbli ci, la formazione di un sistema nazionale di sicurezza sociale, l ’ istituzionaliz 21 D. WlNCH, Economia and Policy, Londra, Fontana, 1972. 22 G.L. BACH, Making Monetar? and Fiscal Poli cy, Washington D.C., Thè Brookings Institu tion, 1971.
23 D. D owd , Accumulation and Crisis in U.S. Capitalism, Socialist Revolution, n. 24, 1975.
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