Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
condizioni statunitensi 33 . In questo Paese infatti le principali organizzazioni di interesse non hanno mai raggiunto una sufficiente rappresentanza ed estensione per essere legittimate a rappresentare i loro rispettivi settori nel processo politico. Inoltre, esse non sono mai state favorite dallo stato, e quando questo è avvenuto, come negli anni Trenta con la formazione del CIÒ 34 , la loro proiezione istituzionale è stata in qualche modo ostacolata. Diverse sono le cause che hanno determinato questa situazione: la diver sità sociale ed etnica che ha ostacolato il costituirsi di forti identità di catego ria; la frammentazione istituzionale del potere politico che ha moltiplicato i canali di accesso al decision-making e che ha reso superflua la formazione di organizzazioni forti e centralizzate; l ’ assenza di uno stato centrale capace di riconoscere, produrre e interagire con le organizzazioni d ’ interesse per quan to riguarda ambiti come la programmazione economica o la politica sociale; la dimensione geografica del Paese che rende difficile fissare delle regole di comportamento (fu il caso della Nat tonaiRecovery Administratiori) valide in complesso per un ’ economia così vasta, larga e diversa; e, infine, l ’ ideologia dominante che ha prodotto un diffuso sospetto verso le organizzazioni d ’ in teresse ed ogni forma di pianificazione economica. Questi autori tendono dunque a spiegare l ’ assenza di un modello neo corporativo «puro» in Usa con le stesse ragioni con cui è stata tradizionalmen te spiegata l ’ assenza del socialismo da quel Paese 35 , assenze i cui effetti sono una vasta popolarità del capitalismo liberista e una forte influenza politica della business elite. E certamente tali interpretazioni offrono illuminazioni interessanti rispetto ad un sistema politico così particolare come quello statu nitense. Tuttavia altri approcci 36 hanno ridimensionato il carattere «eccezionale» della politica statunitense e hanno cercato di dimostrare come una lettura in chiave eccessivamente «europea» di quell ’ esperienza abbia portato a confon dere una differenza sul piano delle procedure della politica con una differen za sul piano del significato della stessa. E, comunque, si è cercato di dimo strare che anche in Usa, entro certe condizioni, sono possibili esperienze rite nute finora precipue di altri paesi. La proposta neo-corporativa della industriaipolicy Come per una conferma indiretta delle riflessioni sulla relativa «non ecce zionalità» del caso statunitense, all ’ interno del partito democratico, in parti colare a partire dal 1981, sono emerse principalmente due correnti di elabo
33 R.H. SALISBURY, Why No Corporatism in America?, in P.C. SCHMITTER e G. LEHMBRUCH (a cura di), Trends Towardetc. , op. cit.; Id. , On Centrifugai Tendencies in Interest Systems, ma noscritto; G.K. W ilson , Why Is There No Cor poratism in thè United States, in G.H. LEHM BRUCH e P.C. SCHMITTER (a cura di), Pattems of etc. . od . cit. 34 M. VAUDAGNA offre un ’ interpretazione di versa su questo periodo in Corporativismo e New Deal. Integrazione e conflitto sociale negli Stati Uniti, Torino, Rosenberg & Sellier, 1981. 35 II testo «storico» in proposito è Werner Som bart, Warum gibt es in deu Vereunigten Staaten Keinen Sozialismus? , Tubinga, 1906.
36 F.F. PlVEN e R.A. CLOWARD, Thè American Road to Democratic Socialism, Democracy v. 3, n. 3, 1983; I.D. GREENSTONE, Labor in Ameri can Politics, Chicago, University of Chicago Press, 1977; San Francisco Bay Area Group, Poli ticai Parties and Capitalist Development, Kapi- talistate, n. 6, 1977; in un contesto diverso, si ve da S. ARONOWITZ, Remaking thè American Le fi, Socialist Review, in due parti, v. 13, n. 1, 1983 e v. 13, n. 3, 1983.
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