Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

di pianificazione e di allocazione delle risorse attraverso sia il Ministry ofln- temational Trade andlndustry (MITI) che il Einance Ministry. Le grandi cor poration hanno stretti rapporti di collaborazione e informazione, e i rappor ti tra i loro staff dirigenti e i sindacati sono improntati a criteri di cooperazio ne, con il risultato di una sostanziale sicurezza del posto di lavoro per molti lavoratori. La formazione accelerata di capitale, tale da garantire livelli alti di in vestimenti e ritmi sostenuti di innovazione tecnologica, è al centro di que sto sistema concertato di comportamenti pubblici e privati. La politica eco nomica è protetta da «interferenze democratiche» attraverso un sistema poli tico accentuatamente èlitista, in cui il potere decisionale è affidato a gruppi ristretti di funzionari statali e leaders delle corporation e dei sindacati. Lo stesso personale politico di professione, e in generale i deputati della Dieta, hanno una funzione relativamente marginale in questo processo (e, comun que, di gran lunga inferiore a quella dei loro colleghi e del Congress statuni tensi). Forse, è meno noto 43 che questo sistema si regge sul fatto che solo 1 /4 del la forza lavoro occupata usufruisce delle sopramenzionate protezioni, che la partecipazione democratica nelle decisioni economiche è quasi inesistente, che il mercato del lavoro riesce a funzionare per il ruolo di cuscinetto eserci tato dalla forza lavoro femminile, e che in quel Paese vi è una cultura politi ca inimitabile altrove. Ciò nonostante questo modello fu applicato, e con successo, per risolvere la crisi fiscale di New York del 1975. In quell ’ esperienza, di fronte alla pre sunta incapacità delle autorità municipali di onorare i debiti con le banche e di conservare un equilibrio nel bilancio, su iniziativa di un gruppo di finan zieri guidati da Felix Rohatyn fu costituita la Municipal Assistane Corpora tion (MAC), una sorta di società finanziaria privata che forniva capitale al co mune di New York. In tale società confluirono banche, sindacati, business e governo federale, il quale a sua volta aveva nominato una propria commis sione (la Emergency Einancial Control Board - EFCB) 44 . La MAC, dunque, ha funzionato come una società privata, nel cui consi glio di amministrazione sedevano i rappresentanti dei principali gruppi d ’ interesse newyorkesi, e che sulla base dei propri criteri forniva capitale al Municipio in cambio di specifici tagli di bilancio da parte delle autorità mu nicipali. In tal modo le decisioni sul bilancio, nelle quali confluiscono le pressioni sociali, venivano sottratte ai tradizionali canali del processo demo cratico, e riservate invece a gruppi tecnocratici costituitisi al riparo dal con trollo dell ’ opinione pubblica. In altri termini, le istituzioni democratica mente elette venivano espropriate di un potere decisionale, trasformandosi

43 E.F. VOGEL, Japan as Number One: Lessons for America, Cambridge, Mass., Harvard Univer sity Press, 1979; S. KATO, Thè Japan e se Myth Reconsidered, Democracy, v. I, n. 3, 1981: R.B. REICH, Playing Tag with Japan, Thè New York Review of Books, 24 giugno 1980. 44 F. ROHATYN, Thè Twenty-Year etc. op. cit., in particolare il saggio Reconstructing America, già pubblicato in Thè New York Review of Books, 3 marzo 1981; Id. , Public-Private Rela- tionship to Stave-Off Disaster , Harvard Business Review, v. 57, n. 6, 1979; M. SHEFTEN, New York City ’ s Fiscal Crisis: th Politics of lnflation and Retrenchment , Thè Public Interest, n. 48,

1977; M. DE KADT, J. HOFFMAN e M. E del , F u sine ss' Pian for New York, Social Policy, mag gio /giugno 1981.

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