Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

cifìche delle relazioni economiche, richiede inevitabilmente una modifica zione del contesto politico e istituzionale del Paese. Singolarmente, entram bi i progetti esplicitamente richiamano la necessità di riportare la politica nei partiti politici, di rivitalizzare la loro funzione, di rilanciare il loro ruolo di mobilitatori sociali. Entrambi lamentano l ’ assenza di un partito socialdemo cratico capace di dare coerenza e progettualità alle esigenze di rinnovamen to, anche se diverso è il contenuto di rinnovamento a cui ci si riferisce. Ri spetto alle caratteristiche della politica statunitense la ripresa della tematica sul partito è un fatto da non sottovalutare 57 . I due progetti che abbiamo analizzato rinviano esplicitamente ad una ri forma costituzionale del sistema politico statunitense 58 . Tale riforma, sem bra di poter dire, avrà la sua verifica iniziale nel conflitto sociale, politico e intellettuale dei prossimi anni, prima di riflettersi sul piano del dibattito isti tuzionale. Le caratteristiche e lo sviluppo di quel conflitto potranno dirci un quale misura gli Usa riusciranno a conservare una loro specificità rispetto ai dominanti trends politici sia del Giappone che di altre democrazie occiden tali. Conclusioni L ’ analisi che abbiamo svolto ha cercato di individuare gli aspetti caratte rizzanti delle proposte politico-teoriche che si candidano come alternative ri spetto al neo-conservatorismo. Tali proposte nascono dalla cultura e dalla tradizione liberale statunitense post-bellica in quanto ereditano da quella storia gli obiettivi più significanti 59 : la necessità della crescita economica, la difesa di un preminente ruolo internazionale del Paese, la possibilità di un maggiore benessere sociale. Rispetto a quella storia tuttavia si differenziano per le modalità proposte al fine di giungere a quegli obiettivi. È caratteristico del liberalismo, del suo pensiero e delle sue esperienze sto riche, la ricerca del patto, dell ’ accordo, del contratto tra individui, forze so ciali e interessi diversi. La politica del patto ha consentito alle forze d ’ ispira zione liberale di conservare un atteggiamento pragmatico nella gestione dei conflitti, e attraverso quel pragmatismo di sopravvivere come corrente ideale e politica nonostante i mutamenti sociali. Ma il patto liberale non poteva na scondere la sua intrinseca debolezza: esso ha cercato, cioè, di coniugare due principi non facilmente coniugabili, quali la democrazia, che afferma l ’ eguaglianza tra gli uomini, e il capitalismo, che gli uomini invece divide materialmente.

57 Diversi punti di vista sull ’ argomento: W.D. B urnham , Thè Eclipse of thè Democratic Party \ C. LASH, Thè Prospects for Social Democracy, A.J. POLSKY, PoliticaiParties and thè New Cor poratismi F.F. PrvEN e R.A. C loward , Econo mie Demands and Politicai Rights\ tutti in De- mocracy, v. 2, n. 3, 1982; T. MAZZOCCHI, To- ward a Worker's Party, Democracy, v. 3, n. 3, 1983. 58 Utili sollecitazioni in proposito in M.E. Kann (a cura di), Thè Future of American Democracy, Philadelphia, Tempie University Press, 1983. 59 Per una distinzione tra questa rinnovata tradi zione e correnti e movimenti che invece si pongo

no al di fuori dello schema liberale-conservatore si veda S. FABBRINI, Sistema egemonico, crisi del Welfare State e nuovi movimenti sociali: il caso statunitense, Quaderni Piacentini, nuova serie, n. 9, 1983.

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