Problemi della transizione 1984

La politica sociale nella RFT

to in parte sulla base di entrate fiscali crescenti e di un restringimento della spesa (sostegno ai disoccupati). In secondo luogo una politica social-liberale di redistribuzione dei redditi a carico dei patrimoni e del capitale, avrebbe potuto guadagnare uno spazio materiale di azione per mezzo di adeguati cambiamenti della struttura fiscale e della pratica delle sovvenzioni — senza danni per l ’ attività di in vestimento e quindi per la crescita economica — e, non per ultimo, attraverso spostamenti interni al bilancio statale (per esem pio riduzione del bilancio militare) e accensioni di crediti. Tuttavia, come mostra la presente ricerca, la coalizione ha seguito una strada completamente diversa. 2. Dall ’ orientamento alle riforme alla politica del «fattibile» Riforme e progetti di grande respiro riguardarono soprattutto i primi tre anni del periodo social-liberale. Sulla base di alti tassi di crescita, dovevano essere realizzate, con impegno sociale ed entusiasmo, importanti riforme politiche e sociali nel campo dell ’ educazione, degli assegni familiari (Familienlastenausgleich), della par tecipazione del diritto penale e di famiglia. Il presidente della SPD e cancelliere federale Willy Brandt considerava come compito del la «morale» politica, realizzare una più alta «qualità della vita». Al congresso di Dortmund del 1972, Brandt diceva: «La qualità della vita è qualcosa di più di un più alto tenore di vita. La qualità della vita presuppone la libertà, anche la libertà dalla paura. Essa è sicurezza raggiunta per mezzo della soli darietà umana, la possibilità di autodecisione e di autorealizzazione, di par tecipazione e corresponsabilizzazione, l ’ uso sensato delle proprie forze sul lavoro, nel gioco e nella vita in comune, poter godere della natura e dei valo ri della cultura, la possibilità di rimanere sano o di tornare ad esserlo. Qua lità della vita significa arricchimento della nostra vita al di là del consumo materiale». La politica di riforma si concentrò innanzitutto nel settore del diritto. Il divieto di abortire (§ 218) fu mitigato, le disposizioni penali sull ’ omosessua lità furono liberalizzate. Il paragrafo relativo al lenocinlo e il principio della colpa (nella separazione) fu abolito dal diritto matrimoniale. Questa libera lizzazione di norme giuridiche non era legata a misure di redistribuzione e cozzò, per questo, non contro il rifiuto degli imprenditori, ma contro la resi stenza dei circoli conservatori (ecclesiastici). La borghesia liberale di sinistra, rappresentata da settori della FDP, e la socialdemocrazia potevano formare una coalizione armonica. Le cose andarono diversamente con le decisioni per la riforma delle norme relative ai rapporti aziendali nel 1972 (Betriebsverfassung) e della partecipa zione (Mitbestimmung) in economia (1976). La forte ala sindacalista della SPD entrò in conflitto con la «lobby» economica della FDP. Il compromes so, che infine fu raggiunto nel 1976, fu rifiutato dai sindacati poiché, al po sto della parità fra capitale e lavoro, nelle grandi imprese i rappresentanti de gli azionisti — in caso di conflitto — mantenevano in ultima analisi la mag gioranza nel consiglio di vigilanza (Aufsichtsrat'). Anche l ’ ampliamento dei

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