Problemi della transizione 1984
La politica sociale nella RFT
re crescita del benessere sono possibili solo con un ’ economia in crescita e fi nanze sane (...) A lungo andare la stabilità e la crescita possono essere rag giunte solo all ’ interno di un ordine economico di mercato che sia in grado di funzionare». Solo sul piano programmatico la SPD si manteneva fedele alle riforme anche in condizioni economiche difficili. Così si diceva nel «Quadro d ’ orientamento ’ 85»: «Con una crescita economica ridotta, che è legata a un calo dell ’ occupazione e della domanda, le necessarie misure statali, prima di tutto il rafforzamento e l ’ espansione degli investimenti pubblici, offrono le possibilità di esercitare, dal punto di vista della politica di riforma, una più forte influenza sulla scelta degli oggetti e delle misure da sostenere». Nella pratica politica del governo si manifestava piuttosto un ondeggiare fra la cor rezione da parte dello Stato sociale degli effetti del mercato e l ’ adeguamento pragmatico alle strategie conservatrici di superamento della crisi. Ciò si vede nell ’ oscillazione fra una politica finanziaria espansiva e una restrittiva, dalla quale derivano conseguenze positive e negative tanto sul sistema degli inter venti sociali, quanto sulla sicurezza dell ’ occupazione. Lo stesso accade con l ’ obiettivo della correzione, della ripartizione dei redditi operata dal merca to, per mezzo della politica fiscale e di trasferimento finanziario. Le determi nanti politico-economiche e le conseguenze sociali di questa politica possono qui essere illustrate solo attraverso alcuni esempi. Mentre la politica di redi stribuzione della coalizione social-liberale sarà illustrata in modo un po ’ più dettagliato in relazione alla politica congiunturale, alla riforma degli assegni familiari e alle riforme fiscali, soprattutto nel settore delle tasse sul salario. Anche se la politica congiunturale ha come caratteristica primaria quella di influire in modo anticiclico sul corso della economia, si possono tuttavia esaminare i suoi possibili effetti sull ’ occupazione e sulla distribuzione in quanto criteri sociali. Gli effetti sull ’ occupazione aumentano dunque la loro efficacia sociale se non vengono considerati solo secondo criteri puramente quantitativi, ma se vengono contemporaneamente collegati ad un aumento della produzione e dell ’ erogazione di servizi nei settori nei quali esistono ca renze sociali e politiche. Le attività della coalizione social-liberale non possono essere giudicate — sulla base di questi parametri — in modo unitario, poiché la concreta politi ca congiunturale era caratterizzata da uno scambio continuo fra fasi restritti ve di arresto e fasi di espansione e ripresa. Alle prime avvisaglie della crisi lo Stato e la Banca federale reagirono in primo luogo con misure contro l ’ infla zione, mentre veniva aumentato il tasso d ’ interesse e introdotta una tassa su gli investimenti. In conseguenza di ciò si restringeva la quota delle ordina zioni per l ’ industria. Quando anche la domanda estera cadde drasticamente in relazione all ’ improvviso rincaro del petrolio, il numero dei disoccupati giunse rapidamente a 850.000. Di fronte a questo andamento nel mercato del lavoro, la coalizione passò a una politica espansiva: nel febbraio 1974 il governo approvò un programma per settori di particolare importanza. Nel settembre 1974 seguì un altro programma: entrambi tuttavia, con i loro 0,9 3. Politica congiunturale al servizio della salvaguardia dell ’ occupazione e della qualità della crescita o al servizio della stabilizzazione dei profitti?
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