Problemi della transizione 1984

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

2. Molti paesi dell ’ Europa occidentale sono entrati, con la crisi petrolifera degli anni ’ 70, in una fase di recessione economica che ormai sembra di tipo strutturale. Ciò si è manifestato fino ad oggi con una crescente disoccupazione, con un rapido declino dei vecchi settori manufatturieri, con forti deficit della bilan cia commerciale con l ’ estero. Le prospettive di «uscire dalla crisi» generando uno sviluppo di lunga du rata, secondo un ’ opinione molto diffusa, sembrano essere legate all ’ indu stria elettronica e a quella, in generale, delle nuove tecnologie della comuni cazione. Gli interventi tesi a sviluppare forti industrie elettroniche nazionali sono visti sempre di più non solo come un obiettivo desiderabile ma ormai come una necessità strategica. Recentemente il più importante quotidiano economico inglese scriveva: «Se, come spesso si dice, il mondo è in prossimità di una nuova rivoluzio ne industriale, il possesso dell ’ abilità e delle risorse necessarie per sfruttare l ’ elettronica possono essere così importanti nel determinare il benessere delle nazioni alla fine del ventesimo secolo come lo è stata la capacità di produrre l ’ acciaio nel secolo scorso» 3 . Di fronte a una tale prospettiva il rischio che i paesi europei corrono è quello di perdere in questo campo il loro saper fare, la loro autonomia e, quindi, la loro indipendenza se gli attuali rapporti di forza nel mercato mondiale continueranno a prevalere o si rafforzeranno. Non solo i paesi europei devono oggi ricorrere alle industrie giapponesi e statunitensi per soddisfare una parte consistente della loro forte domanda nel campo dell ’ elettronica e delle tecnologie dell ’ informazione ma nei pros simi dieci anni quello europeo sarà il maggior terreno di lotta commerciale delle industrie d ’ oltre oceano. Già ora l ’ Europa dipende fortemente da quelle industrie per ciò che ri guarda sia i componenti di base sia i prodotti finiti. Le industrie di proprietà europea sono in grado di soddisfare solo il 40% del consumo europeo di semiconduttori che sono i componenti di base di tutti i prodotti elettronici (consumo mondiale pari a 14,7 miliardi di dollari; consumo europeo pari a 3,2 miliardi di dollari di cui 1,3 fornito da industrie di proprietà europea e 1,7 miliardi fornito da industrie situate in Europa ma di proprietà estera; fonte Dataquest, 1982). Nel settore dell ’ informatica tra le 25 maggiori società che operano sul mercato europeo più della metà sono statunitensi. Com ’ è noto la grande in formatica è dominata dalla IBM le cui entrate annue superano l ’ insieme del le entrate di tutti i suoi concorrenti europei. Nel settore degli audiovisivi elettronici, il 40% dei televisori acquistati an nualmente in Europa (11 milioni di unità) sono prodotti da industrie giap ponesi che producono anche il 95% dei videoregistratori acquistati in Euro pa 4 3. Il solo mercato dell ’ elettronica d ’ importanza primaria in cui i paesi eu 3 In Financial Time, 21/3/83.

4 Tutti i dati sopra riportati hanno come fonte l ’ inserto speciale di Financial Time del 21/3/83.

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