Problemi della transizione 1984
Progetto Delta
appartiene a loro questo territorio. Un progetto che deve scaturire dalla vo lontà popolare in un coinvolgimento profondo fra cittadini e istituzioni, fra costi e benefici, fra obiettivi e risultati.
5. La rivincita dell ’ acqua Un parco territoriale che è sì «organizzazione» di un ambiente speciale, ra ro, come rare sono le zone umide nel nostro paese e in Europa, ma che è an che invenzione progettuale. Se l ’ organizzazione si limitasse all ’ esistente, alla recinzione/contemplazione dei biotopi o delle altre emergenze, si avrebbe nei fatti, un parco a «pelle di leopardo» costituito da alcune oasi separate e incastonate nel territorio bonificato o selvaggiamente lottizzato. Né credo si possa, pur nel centenario della nascita di Mussolini, considera re la bonifica centenario da esaltare — comprendere e studiare — giacché, al pari della speculazione edilizia, sarebbe l ’ esaltazione del delitto ambientale. Certo la bonifica non si cancella nel breve periodo come del resto, non è facile eliminare gli edifici che deturpano l ’ ambiente. Però il territorio bonifi cato rappresenta il luogo su cui costruire il parco, costituisce quel «tessuto» — tutto da progettare — che unisce l ’ una con l ’ altra «oasi». E il progetto, sempre che non si voglia esaltare la bonifica, non può identificarsi con un di segno, astratto o naturalistico (all ’ italiana o all ’ inglese, per intenderci) di un ipotetico parco artificiale. Ciò è stato funzionale (e per molti aspetti lo è an cora) là dove il territorio è senza storia, in quanto le stratificazioni e le altera zioni hanno cancellato per sempre le preesistenti orditure agricole e l ’ antico assetto vegetazionale. Nel caso specifico il progetto della parte nuova del parco, si identifica con il progetto di restauro, il quale a sua volta deve considerare la bonifica come «superfetazione» incongrua, antistorica, contraria all ’ ambiente. Togliere la bonifica/«superfetazione» significa riallargare secondo l ’ ordinamento preesi stente le zone prosciugate. Per Comacchio/Centro storico i dubbi, credo, siano assolutamente inesi stenti per la presenza di una documentazione — storica e recente, comun que approfondita — tale da permettere il ripristino di un ambiente del tutto analogo a quello che già era in essere fino a pochi decenni fa. Sappiamo co me funzionava il rapporto fra le acque dolci e quelle salate, sappiamo come è avvenuto il prosciugamento e quindi possiamo agire in senso inverso per ri portare l ’ acqua dove è stata tolta. (Lo stesso dicasi per la riproposizione del bosco Eliceo sul cordone duno so). Oltre al centro storico da riproporre ad Isola, ci sono altre località che o per manomissioni comportanti gravi guasti ambientali (come la bonifica Valle Falce) o per alterazioni paesaggistiche (come Valle Giralda, a ridosso dell ’ abazia di Pomposa) debbono essere ripristinate e pertanto riallargate. Giova ripeterlo. Il progetto del Parco del Delta per investire «naturalmen te» il territorio al di là delle zone «speciali», dove contemplare il riallarga mento di alcune valli, lo stombamento di alcuni canali, specie nel centro sto rico di Comacchio ma anche per il riallargamento stesso, la riproposizione del Bosco Eliceo ecc. , il modello di riferimento è l ’ assetto preesistente. Ed è in questo quadro di restauro ambientale che le «macchie di leopardo» saranno rappresentate da quegli insediamenti costieri che sono ineliminabili.
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