Problemi della transizione 1984

Progetto Delta

— stombamento canali l a fase: Centro storico Comacchio, Canale a Mare (da Valle Isola al Mare), Canale delle Verre ecc. ; — ripristino ambientale: Bosco Eliceo; per progetti/piani di settore/interventi singoli. b) La successiva predisposizione di un quadro di coordinamento territo riale. c) L ’ adeguamento (già in a), però) degli strumenti urbanistici dei singoli comuni su cui si interverrà con il parco. A benvedere, sulla carta almeno, la realizzazione del parco del Delta è molto semplice, non comporta un dibattito ulteriore perché tutte le propo ste sono state ampiamente discusse ed accettate. Occorrono mezzi ecomici, ma anche questi sia che si tratti di parco o di di fesa e risanamento ambientale sono lo stesso necessari. E necessaria tuttavia la volontà politica di tutti gli enti territoriali (senza escludere lo Stato perché da sempre, o meglio da dopo bonifica, è assente) e tutti gli enti territoriali dalla Regione alle Province ai Comuni hanno espresso un positivo convinci mento di realizzare il parco. Dunque non resta altro che incominciare (e riallagare. ..). 6. Post Scriptum Dopo aver tentato di descrivere un ambiente, particolare per le sue valen ze naturali e antropiche, utilizzando sistemi contrapposti di analisi — quello della denuncia dei misfatti qui compiuti in nome dello sfruttamento del sot tosviluppo e quello, un poco agiografico, di un possibile disegno progettua le, in nome della «possibile» magnificenza del luogo — ho l ’ impressione di aver fornito un materiale di valutazione forse contraddittorio, forse ambi guo. I delitti urbanistici ed ecologici hanno innescato una spirale di eventi ne gativi che potrebbe manifestarsi ancora, magari in forme e modi diversi da quelli del passato. Magari inficiando il concetto stesso di «territorio/parco», introducendo meccanismi di non attuazione, tali da rinviare nel tempo quell ’ insieme indispensabile di interventi tecnologici e progettuali capaci di garantire il nuovo assetto. (Dalla Regione Emilia-Romagna — spiace affer marlo — che rinvia, su pressione dei cacciatori, l ’ adozione della legge istitu tiva, alla Regione Veneto, non solo assente su questo tema ma, addirittura, sensibile alle istanze degli escavatoti di ghiaia e sabbia che operano lungo il Po e nel Delta veneto. Dal comune di Ravenna che ha sì adottato di recente un nuovo piano regolatore vincolando a «parco pubblico» le zone individua te per le stazioni ricadenti nel suo territorio comunale, ma ha altresì intro dotto norme di attuazione non proprio coincidenti con il disegno del parco, al comune di Comacchio dove alcune forze politiche sono ancora in bilico tra la continuità di quanto è avvenuto finora e le nuove scelte. Dalle associazioni naturalistiche e protezionistiche che considerano il parco per stazioni un pos sibile grimaldello per introdurre nuove devastazioni, agli operatori locali ti morosi più che mai di una possibile «cristallizzazione/museificazione» del territorio naturale). Ovvero, nel vivo della discussione sul significato da attribuire al piano re golatore e i suoi derivati, al «piano» che deve tendere o no al «progetto», tan

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