Problemi della transizione 1984
La teoria dello Stato moderno
Il tentativo marxiano di una teoria della democrazia naufragò sugli stessi scogli che Rousseau aveva già incontrato. A parte il problema di come una democrazia diretta opposta ad una rappresentativa potrebbe essere attuata in una popolazione superiore ad una certa dimensione, vi era l ’ ulteriore diffi coltà di stabilire in che modo l ’ universalizzazione democratica della politica potrebbe risolvere il problema dei concreti interessi individuali. Il testo non fu completato e sebbene alcuni dei più bizzarri aspetti della posizione di Hegel verso la primogenitura e la monarchia siano stati effetti vamente messi in ridicolo, il nucleo della posizione di Hegel rimase intatto. La costruzione di uno stato capace di unire veramente l ’ universale e il par ticolare non potrebbe essere realizzata con mezzi puramente politici, e in un successivo scritto, Sulla Questione Ebraica, la soluzione non è più indicata nella universalizzazione dello stato, ma nella trasformazione della società ci vile. Da allora in poi, e in modo particolarmente netto nei testi compresi fra il 1845 e il 1848, lo stato e le forme politiche vennero in primo luogo trattati soltanto come derivazioni, della società civile. Più precisamente furono poi considerate — quando furono meglio sistemate le componenti del materiali smo storico — come riflessi delle relazioni di volta in volta date fra forze pro duttive e rapporti di produzione. Marx tuttavia non abbandonò mai il tentativo di sviluppare un ’ alternativa materialistica alla teoria hegeliana dello stato moderno. E neppure, si può osservare, diverge dall ’ impostazione hegeliana nel concepire lo stato sociali sta o la società comunista come effettiva unità di universale e particolare. Nel 1845-6 stava ancora progettando di scrivere un libro sullo stato mo derno e alla fine degli anni 50, nel suo progetto per il Capitale — che se completato sarebbe stato una versione materialistica dell ’ Enciclopedia di Hegel — Marx pensava ancora, come «tetto» di una simile costruzione, una teoria dello stato moderno. Il punto difficile della concezione marziana del materialismo storico era di stabilire una relazione sistematica fra le relazioni sociali e le forme politiche. Solo in questo modo la rivoluzione proletaria e la socializzazione dei mez zi di produzione avrebbero portato al comuniSmo. Senza queste relazioni, la teoria del modo di produzione capitalistico, comunque elaborata e sofistica ta, sarebbe rimasta qualcosa a se stante, come l ’ osso mascellare di qualche strano animale preistorico in attesa che un futuro Cuvier ricostruisca la sua funzione e deduca la sua relazione con il tutto. Senza una teorizzazione del la relazione tra il modo di produzione capitalistico e le forme dello stato mo derno, il progetto originario di Marx — di superare il divario tra la società ci vile e lo stato, di realizzare la fusione di particolare e universale — sarebbe rimasto irrisolto. Questo saggio intende prendere in esame i diversi tentativi marxiani di realizzare questo obiettivo prima e dopo il 1848 e suggerire alcune conse guenze del fallimento di questo progetto. La classica formulazione della teoria marxista dello stato moderno, che tutti ricordano, è quella che si trova nel Manifesto Comunista: «ognuno di questi stadi nello sviluppo della borghesia era accompagnato da un corri spondente progresso politico dopo la creazione della grande industria e del mercato mondiale, (la borghesia) si è conquistata il dominio politico esclusi vo nello Stato rappresentativo moderno. Il potere statale moderno non è che un comitato che amministra gli affari comuni di tutta quanta la classe bor
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